Cari concittadini, ma ce l’avete un minimo di orgoglio?

Una lobby di scienziatissimi e tecnicissimi, che condizionano malamente la politica regionale, nazionale, europea (non sanno neppure scrivere leggi e decreti), hanno inventato la religione #stasiccatuttu che ha portato in 10 anni quasi al collasso dell’olivicoltura della Puglia meridionale. Ma si sta scatenando una disobbedienza diffusa a questi diktat che non hanno mai avuto alcuna validazione scientifica. Contadini che rifiutano i trattamenti chimici obbligatori con prodotti dannosi per la salute; altri che sperimentano a spese proprie gli effetti straordinari delle buone pratiche, della cura del suolo, delle arature, delle potature, come fa Salvatore Sergi, olivicoltore in zona pienamente infetta, che abbiamo intervistato; scienziati liberi, ostacolati dalla lobby e dai suoi chierichetti, che provano con successo prodotti a base di zinco e rame e acido citrico efficaci per abbattere la carica batterica; altri ricercatori che lavorano con i micro organismi attivi, con il compost, ecc. Sono tutte chiacchiere mirate quelle dello “sradicamento” del batterio (impossibile) obiettivo della decisione di esecuzione europea; la teoria degli espianti e dei reimpianti è rispettabile economia agricola (drenaggio di soldi) non scienza. I soldi, quelli invocati ogni giorno negli articoli dei giornali, la UE e lo Stato li devono dare non solo agli attori della agricoltura 4.0 ma anche a tutti quelli che curano gli ulivi, ai piccoli proprietari che non hanno partita IVA. (Fonte)


VELENI PER DECRETO,
LA PUGLIA UNA CAMERA A GAS A CIELO APERTO!
Nel centro-sud della Puglia stiamo vivendo momenti tragici dal punto di vista ambientale e salutare e abbiamo bisogno di far girare quanto sta avvenendo quaggiù perchè solo così potremmo far cambiare le cose. A causa al Decreto Martina del 13.02.2018 a partire dal mese di maggio 2018, comincerà l’irrorazione FORZATA di insetticidi, a base di Neonicotinoidi, che si protrarrà da Maggio ad Agosto per 2 interventi più altri 2 fino a dicembre, per tutto il territorio agricolo compreso tra l’Adriatico e lo Ionio e da Martina F. Locorotondo e Fasano fino al Capo di Lecce ,4.2 Milioni di litri di insetticida x 700.000 Ettari circa di territorio. Sia l’aria che i prodotti alimentari Pugliesi saranno potenzialmente contaminati da insetticidi a base di Neonicotinoidi, neurotossici per insetti impollinatori, Molto tossici per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (H410).
In più il decreto (gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/04/06/80/sg/pdf) obbliga a mezza regione Puglia , da Martina F. – Fasano a S. Maria di Leuca , l’aratura e/o diserbo, meccanico o chimico di tutti i campi urbani ed extra-urbani. Una misura del genere in un periodo di piena fioritura come Aprile, mese in cui le Api e Bombi fanno il “pieno” alimentare in vista della stagione secca e siccitosa estiva , provoca la sicura decimazione (o estinzione) dei pronubi in mezza Puglia, e della biodiversità delle piante selvatiche da cui provengono le verdure che oggi mangiamo.
gazzettaufficiale.it/eli/gu/2018/04/06/80/sg/pdf.Dal 2013 ad oggi ci sono una marea di situazioni incredibilmente paradossali ma forzate dai “Teatranti” (per es. le prove scientifiche prodotte dal CNR di Bari che dimostrano la correlazione di causalità tra batterio Xylella e Disseccamento Rapido in realtà dimostrano il contrario http://temi.repubblica.it/micromega-online/xylella-dalla-scienza-piu-dubbi-che-certezze/?refresh_ce) per imporre delle misure fortemente invasive. E’ chiaro che il vero “regista ” non si vede ,ma in questo momento storico ,in cui c’è un vero e proprio assalto alla diligenza Italia grazie all’avvento Neoliberista , è facile intuire quali multinazionali abbiano potuto creare il l’opera.
I danni causati dalle pratiche agricole imposte dal Decreto Martina ,cioè l’uso indiscriminato di insetticidi nicotinoidi unito alle lavorazioni meccaniche (arature) e chimiche (erbicidi) in aprile causerebbero un danno incalcolabile e dalle conseguenze non prevedibili (come dice EFSA) in quanto la decimazione degli insetti impollinatori provocherebbe non solo il crollo di produzione di frutti di alberi, legumi e ortaggi allogami ma causerebbe l’estinzione delle piante Orwellianamente definite “infestanti” ma che costituiscono la fonte di biodiversità da cui deriva la nostra attuale alimentazione vegetale. Nel solo Sud Italia esiste il 30% di biodiverstà europea, oltre all’incalcolabile danno al turismo, che si troverebbe a villeggiare in mezzo alle irrorazioni di insetticidi e isole desertiche di ulivi eradicati a causa del provvedimento.
Comunque, anche se questa epidemia di Xylella fosse vera, diventa sicuramente di secondaria importanza rispetto al dramma di vivere in una regione “gasata” da insetticida “per Decreto” , neanche la Gestapo di Hitler avrebbe saputo fare di peggio.