VITTORIA!

Se fosse per il cegliese medio potrebbero benissimo sradicare tutti gli ulivi dell’agro, non gliene importerebbe un fico secco, guai però a togliergli le macchinette o il gratta e vinci, ci sarebbe la rivoluzione! Fortunatamente il territorio ora è saldamente in mano a persone che non sono nate qui ma che sono innamorate ed hanno investito in questa terra meravigliosa e la difendono a spada tratta. Se per ora non stermineranno gli ulivi nell’agro di Ceglie Messapica dobbiamo dire grazie a queste persone meravigliose!

Qua sotto riporto la notizia data dal quotidianodipuglia.it

«La Regione prima di estirpare le piante di ulivo sane nella zona cuscinetto, deve verificare se le stesse presentino il carattere di monumentalità», ciò ai sensi della stessa normativa regionale. E’ quanto ha stabilito con ordinanza la seconda sezione del Tar Puglia – Bari che ha accolto la richiesta cautelare avanzata in un ricorso presentato dal proprietario di un fondo nel Comune di Ceglie Messapica (Brindisi) contro un provvedimento dell’osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, che ha individuato una pianta di ulivo infetta dal batterio della Xylella fastidiosa nella tenuta di un privato e ha ordinato l’estirpazione della pianta infetta e di tutte le piante di ulivo nel raggio di 100 metri dalla stessa, che si trova nella cosiddetta zona cuscinetto. Si trattava all’incirca di una cinquantina di piante in totale, che non saranno abbattute per via della sospensiva concessa. Il Tribunale barese, accogliendo le tesi difensive proposte dagli avvocati Michele Macrì e Gianluca Gariboldi, ha quindi sospeso l’ordinanza di eradicazione. 


L'immagine può contenere: 8 persone, meme e sMS

Chissà se la politichetta locale egregiamente descritta da questa vignetta pubblicata su fb da Daniele Gioia sarà presente al convegno che si terrà questo venerdì alle 17,30 presso il castello ducale per la tutela e salvaguardia dei nostri ulivi.

Tema della conferenza.

La salvaguardia dei nostri ulivi deve passare attraverso un’agricoltura non inquinante.
Oggi abbiamo già le tecnologie per rigenerare gli agro-ecosistemi, manca solo la volontà politica.
La Xylella è un batterio che da solo non può essere considerato la causa di una patologia complessa.Le vere cause del CoDiRO non sono solo i patogeni ma un’agricoltura ad alto impatto ambientale causate dall’uomo.
La conferenza servirà a fornire gli elementi necessari a comprendere che la strategia dell’abbattimento delle piante malate e quelle sane esistenti nel raggio di 100 metri è inutile. L’unica soluzione possibile ed efficace è quella del ripristino di adeguate tecniche agronomiche e strategie di disinquinamento e rigenerazione degli ecosistemi.

La salvaguardia dei nostri ulivi deve passare attraverso un’agricoltura non inquinante.
Oggi abbiamo già le tecnologie per rigenerare gli agro-ecosistemi, manca solo la volontà politica.
La Xylella è un batterio che da solo non può essere considerato la causa di una patologia complessa.

Le vere cause del CoDiRO non sono solo i patogeni ma un’agricoltura ad alto impatto ambientale causate dall’uomo.
La conferenza servirà a fornire gli elementi necessari a comprendere che la strategia dell’abbattimento delle piante malate e quelle sane esistenti nel raggio di 100 metri è inutile. L’unica soluzione possibile ed efficace è quella del ripristino di adeguate tecniche agronomiche e strategie di disinquinamento e rigenerazione degli ecosistemi.

5 pensieri riguardo “VITTORIA!”

  1. “La Xylella è un batterio che da solo non può essere considerato la causa di una patologia complessa.” brrrrrr
    Andatecelo a dire al mondo scientifico.
    Il 18 dicembre 2017 è la data della pubblicazione sulla rivista Scientific reports del gruppo Nature di un complesso studio del CNR DI Bari, che dimostra in maniera inequivocabile che la Xylella fastidiosa sia la causa del disseccamento degli ulivi. Ovvero, come hanno sempre sostenuto sin dall’inizio. (si ricordi, nel dicembre 2015, il decreto con cui la Procura di Lecce, all’epoca guidata da Cataldo Motta, bloccò il piano di emergenza che avrebbe dovuto tentare di bloccare l’epidemia e comunicò al mondo che il problema degli ulivi non era la Xylella ma i ricercatori che cercavano di arginare quel pericoloso batterio. RIDICOLO). Si tratta di un successo professionale a livello internazionale, ma anche di un riscatto giudiziario, visto che questi stessi RICERCATORI. (in particolare la giovane Maria Saponari, Donato Boscia e Vito Nicola Savino – sono ancora indagati proprio per i loro studi e la loro attività scientifica. ASSURDO).

    Chi saranno i relatori di questa pseudo-conferenza?
    Ps so che fa male abbattere un olivo, ne possiedo 800… ma bisogna affidarsi alla scienza, ciecamente!

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      1. Non ha senso il paragone ma, con tutti gli adattamenti del caso, facciamo finta che le due situazioni siano paragonabili.
        Contro la Xylella non esiste cura, o meglio, non esiste metodo conosciuto che possa salvare la vita ad un albero infetto.
        Contro la carie esiste una cura.
        QUINDI SIAMO GIÀ SU DUE MONDI DIVERSI. Per poter effettuare il paragone tra carie e Xylella facciamo finta di non conoscere la cura della Carie.
        Essendo la Xylella una malattia infettiva e la Carie no, facciamo finta che quest’ultima lo sia e quindi che possa spostarsi da un dente all’altro.
        Poniamo anche che è stato osservato che la carie se lasciata a se stessa, o contrastata in tutti i modi, si propaga e porta alla perdita di tutti i denti, tutti! Proprio come avviene per la Xylella, provati tutti i mezzi di lotta si è riscontrato che il batterio sopravvive e contagia le piante limitrofe.
        Fatte queste premesse risponda alla mia domanda:
        Se domani si svegliasse e le riscontrassero una carie, che farebbe? Terrebbe il dente lì o lo asporterebbe insieme ai denti limitrofi? Terrebbe il dente incurabile e infettivo al suo posto o lo toglierebbe cercando, in un tentativo disperato, di bloccare il propagarsi dell’infezione e salvare tutti gli altri denti?
        Buona serata

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        1. Se vogliamo debellare la Xylella seguendo la tua logica dovremmo abolire la festa della donna infatti putacaso un innamorato staccasse un ramo di mimosa prossimo ad un ulivo infetto succederebbe il patatrac. Il batterio si diffonderebbe in maniera esponenziale.

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