La specchia “de li lupi” e altre storie

Anno Domini MDCCLX, nel bel mezzo della piccola era glaciale il Duca di Ceglie del Gualdo vendette il Feudo al Principe di Luparano con l’obbligo di confinazione. Ed ecco che furono misurati passo passo i confini. Nel leggere questo documento si scoprono davvero tante cose: “…s’è incontrata sopra detta linea un segno fisso, e permanente d’un gran mucchio di pietra, che dall’esperti è stato denominato la Specchia de li Lupi. Da dove seguitandosi la misura per la stessa linea dopo altri passi 203, s’è giunto alla strada di Ceglie per Grottaglie e Taranto dove termina detta chiusura di Faccischiato, ed il muro trasversale della medesima; e comincia a confinare da tramontana il demanio aperto di Ceglie, che si possiede dall’Eccellentissima Casa di Francavilla; e camminandosi per detto muro della Sciuvula dopo passi 790 s’è giunto a due Corti di pietre a crudo, e da quivi ci introdussimo in un passaturo largo passi dodici tra detto bosco della Sciuvula, e Demanj serrati de’ Padri Domenicani di Ceglie da tramontana.”

Da “Circumscriptio pheudi Terre Celiarum del Galdo Provincia Hydrunti” Atto Notar Vettaldi Paschalis anno 1760. 

Quindi, partendo dalla specchia di Facciasquata (che era invece denominata “Specchia de li Lupi”) gli agrimensori hanno incontrato l’attuale strada che porta a Villa Castelli, da qui sono saliti sul muro che ora chiamiamo “Del Diavolo” ma che invece era “il muro della Sciuvula” che attravarsava l’omonimo bosco.

Ritengo che questa incredibile muraglia servisse a far scivolare verso Oria e la pianura Salentina il legname e la neve prodotta in grandi quantità nel nostro territorio.

Muraglione del Diavolo 1