Tempi moderni

Biondi Domenico vent'anniQuindi, ho vissuto un’altra vita. Ho vissuto nell’epoca in cui era possibile essere liberi. Liberi di non usare il casco, liberi di non dover messaggiare e visulizzare i “Mi piace” ogni cinque minuti, liberi di bere l’acqua dalla fontana per dissetarci, liberi di suonare la chitarra per strada, liberi di andare incontro all’ignoto.

Cambio gomme

Com’eravamo ovvero, i nostri 16 anni senza Facebook. C’incontrammo una mattina di quarant’anni fa e decidemmo di andare da Ceglie a Santa Maria di Leuca con le nostre Grazielle scassate e ovviamente… senza una lira in tasca. Di spalle Pietro Federico, poi Rocco Barletta, Domenico Strada, Donato Prezioso e Domenico Biondi. Fotografo: Mimmo Elia.
AGGIORNAMENTI. Mimmo Elia ci dice…”A proposito della foto che ritrae il nostro gruppo scout, è bene precisare che:
” era il lunedi 23 agosto 1976, avevamo 16 anni e con le nostre malandate bici modello graziella, cariche di zaini pesantissimi, partimmo la mattina alle 8,00 da Ceglie diretti a Santa Maria di Leuca. Costeggiammo lo Ionio giungendo a destinazione il mercoledi 25 agosto, dopo aver percorso 170 km.
Al ritorno verso Ceglie, costeggiammo l’Adriatico, giungendo a Ceglie il sabato pomeriggio.
Era il 28 agosto 1976.In 6 giorni avevamo percorso circa 350 km e le nostre bici, più di noi, non ce la facevano più. Ricordo di essere arrivato a Ceglie per primo e di aver atteso i miei compagni di avventura davanti alla chiesa di San Rocco da dove tutto aveva avuto inizio.
Nel giro di mezz’ora il gruppo si ritrovò compatto.
Avevamo 16 anni, tanta forza nelle gambe, nella testa tanta volontà ed anche un pizzico di sana incoscienza.
Alla fine della nostra impresa eravamo consapevoli di aver portato a termine qualcosa di grande, che avrebbe segnato la nostra vita e così è stato.
Quell’impresa ci ha resi più che amici, ci ha resi fratelli”.

 

3 pensieri su “Tempi moderni”

  1. “Un’idea, un concetto, un’idea finchè resta un’idea è soltanto un’astrazione”.
    Negli anni 70, la nostra forza era quella di trasformare le idee in fatti compiuti.
    Ascoltavamo musica (Gaber, Guccini, Bennato, de Andrè, de Gregori ) ma poi con le nostre chitarre suonavamo e cantavamo le loro canzoni.
    Visitavamo le grotte del nostro territorio, ma poi le esploravamo.
    Non avevamo soldi in tasca ma eravamo felici ugualmente. L’amore e l’amicizia era il mastice della nostra vita che ci teneva uniti e dopo 40 anni tiene ancora molto bene. Ci bastava quello che avevamo e cantavamo:” Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione”.

    Mi piace

E' possibile inserire nei commenti anche video ed immagini. Copia i link ed inseriscili. Ti consiglio di non fare commenti offensivi e comunque non entrare in polemiche personali.

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...