Gol e palla a Centro

Villa Castelli batte Ceglie Messapica almeno 2 a 0.

Un’estate Cegliese da dimenticare. Un boom turistico memorabile in tutto il Salento e nella Valle d’Itria tranne che da noi. Dico meglio, l’ospitalità, la cortesia, le qualità umane della popolazione hanno attirato spontaneamente un turismo di qualità. Purtroppo i turisti sono lasciati allo sbando, li vedi girare meravigliati e disorientati nelle stradine con tanta voglia di capire in quale posto sono capitati. Ma ci rendiamo conto che non c’è nessun cartello informativo vicino alle nostre chiese, agli archi, ai palazzi del centro storico? Per non parlare dell’agro, NESSUN CARTELLO che indichi le Specchie, i Paretoni, le grotte, le masserie, ecc.

Quest’anno poi è stato un flop anche l’organizzazione dei grandi eventi musicali. Qualcuno ricorda il nome di qualche artista famoso che si è esibito a Ceglie questa estate? A Villa Castelli sicuramente si prenderanno la pizzicata. Da loro lunedì 3 settembre ci sarà RAF!

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6 pensieri su “Gol e palla a Centro”

  1. Spero che i dati di quest’anno non siano catastrofici come quelli passati. Sono necessari più pannelli informativi (che costano relativamente poco), migliorare la viabilità con alcune rotonde (che certamente costano di più) e migliorare la promozione e il decoro della città.

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  2. Ma non vi lamentavate dei maxi concerti di Capossela o Pravo della scorsa estate? Ceglie deve scegliere un turismo diverso, colto, puntando tutto sul cibo in senso lato. Le piazze vanno utilizzate non per diventare delle invivibili arene pop!

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      1. Caro Domenico mi permetto d’intervenire sulla finestra che hai voluto aprire rispetto allo sviluppo turistico di Ceglie. In questi giorni il problema è stato sollevato da due non cegliesi che hanno scelto di vivere con noi per tanta parte della loro vita e mi sembra doveroso far sentire anche la voce di noi cegliesi. Pochi giorni fa,infatti, su Affaritaliani.it, a cura di Angelo Perrino, è passata una intervista alla Caprioglio sul senso della sua scelta di vivere e abitare qui da noi, nonostante il suo respiro culturale europeo, così come anche sollecitante è l’intervento di Mario Paternostro. Questi due interventi centrano il problema, ma penso non tengano conto di alcuni elementi della nostra realtà effettuale. Il problema della vivibilità è stata posta già negli anni ’80 da gruppi minoritari e che furono sintetizzati nello slogan elettorale “Ceglie una città per vivere”, L’ipotesi fu respinta da un paese che guardava in altra direzione. Solo nel ’93 questi temi furono ripresi e si concretizzarono in una Amministrazione che fece suo lo slogan “Ceglie città d’arte e terra di gastronomia”. Mi pare di poter dire che i risultati non furono del tutto deludenti da questo punto di vista.Ma anche questo tentativo decadde e i cegliesi preferirono ritornare alla vecchia cultura democristiana che faceva consistere lo sviluppo turistico di Ceglie col riempimento di Piazza Plebiscito, per una sera, dei vari Pippo Baudo allora in voga. Il ventre molle del paese s’identificava meglio in quel progetto. Infatti l’esperienza amministrativa di sinistra rimase una parentesi subito chiusa, morta e sepolta. Il tutto è stato facilitato dalla morte dei partiti ormai ridotti ad un accozzaglia di liste elettorali preparate per conquistare il municipio a discapito di ogni idea di progettualità. Il compito primario è vincere e si allestiscono armate Brancaleone che l’idea di uno sviluppo turistico basato sulla cultura ignorano e disprezzano senza infingimenti. Una volta,proditoriamente espulsa la cultura dalla dinamica del processo politico, non ci rimangono che ” li cazzatedde” e li “ricchitedde”, anche se, camuffate d’autore e le liti da comare nel cortile a cui assistiamo diuturnamente. Scusami se sono stato sintetico, ma così vuole la grammatica del web.

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        1. Anche se il mio parere può contare poco, mi preme affermare che condivido pienamente quello che ha scritto Vincenzo Gasparro. speriamo per tutti che qualcosa accada, da ora in poi.
          Damiano Leo

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