PRESI!

Ottimo lavoro! Di nuovo grazie al Commissariato di P.S. di Ostuni.

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Furto di 40 metri quadri di chianche. Individuato il responsabile.

Nella tarda serata del 6 settembre del corrente mese, si presentava in Commissariato un piccolo imprenditore del luogo che, in preda alla disperazione per i danni subiti e per lo scempio patito ad opera dei malfattori che gli avevano letteralmente distrutto un antico basolato composto da chianche, si rivolgeva agli operatori dell’Ufficio Denunce cui, sconfortato, raccontava di aver effettuato la spiacevole scoperta, una volta recatosi presso la proprietà che, da diversi giorni, era intento a ristrutturare.

I malfattori, introdottisi all’interno del sito privato, utilizzando dei picconi ed altri strumenti, avevano totalmente scardinato un quantitativo di pietre antiquate che, una volta posizionate, avrebbe coperto una superfice di circa 40 metri quadri.

Tra quanto veniva asportato e i danni materiali, l’ammanco patito dal denunciante, superava di gran lunga la somma di 10 mila euro.

Muovendo da una puntuale e precisa formalizzazione di quanto riferito dalla vittima e mediante un accurato sopralluogo che permetteva di acquisire fondamentali spunti investigativi, su tutti la presenza di segni sul terreno di un particolare tipo di pneumatico per veicolo industriale, veniva avviata una dettagliata attività di ricerca che, attraverso lo studio di precedenti analoghi casi di furti, indirizzava le indagini verso una precisa pista investigativa.

La scelta operativa di porre le attenzioni nei confronti di un pluripregiudicato del posto, si dimostrava fondata anche in ragione di una determinante conoscenza delle dinamiche territoriali che permetteva agli investigatori ostunesi di apprendere di uno “strano” affare proposto dal manigoldo già sospettato, a non meglio precisati papabili acquirenti, cui era stato “sponsorizzato” l’acquisto, a prezzi concorrenziali, di un ingente carico di pietre antiche.

Pertanto, dopo alcuni servizi di osservazione, si aveva modo di notare, all’interno di una pertinenza del giardino, non perfettamente visibile dall’esterno della recinzione della casa del malfattore, un veicolo industriale con cassone all’interno del quale vi era un telo di grosse dimensioni, lì posto proprio per occultare qualcosa che doveva essere svelato solo al momento opportuno.

Sul citato telone, inoltre, erano sistemati ad hoc ulteriori oggetti, alcuni anche datati e con la presenza di ruggine, onde far intendere che il tutto non venisse spostato da tempo.

Ma, ciononostante, avendo il fondato sospetto che sul cassone del mezzo, artatamente occultata, vi potesse essere della refurtiva, si decideva di procedere ad un più accurato controllo all’interno dell’abitazione.

Una volta giunti presso la stessa, si aveva solo la presenza della moglie del pluripregiudicato, nonostante lo stesso avesse stranamente lasciato presso la casa, tutti i suoi effetti personali, i documenti, il telefono cellulare nonché i mezzi con cui era solito spostarsi.

Domandato alla donna dove fosse il marito, la stessa, inizialmente, riferiva che si era allontanato per eseguire una commissione, cosa che non convinceva per nulla gli operatori, avendo gli stessi intuito che si era volutamente allontanato, per timore delle conseguenze derivanti dal controllo che ci si apprestava a realizzare.

E, di fatti, così è stato; effettuata una perquisizione domiciliare, al di sotto del telone presente sul cassone del veicolo industriale, si rinvenivano 215 pezzi di chianche antiche con, ancora, il terriccio “fresco”, presente su di una parte della superfice.

Inoltre, proseguendo nei controlli, all’interno del termo camino, gli operanti recuperavano una bustina di plastica con all’interno 1 grammo di marijuana e un altro grammo di hashish.

Avendo il sospetto che le pietre rinvenute fossero proprio quelle asportate in occasione del furto denunciato in data 6 settembre u.s., si procedeva ad realizzarne il riconoscimento da parte del legittimo proprietario, nel frattempo fatto sopraggiungere.

Lo stesso riconosceva le numerose chianche come le sue, senza ombra di dubbio, stando ad alcuni segni su di esse presenti e alla loro perfetta somiglianza con altre chianche, identiche, che i ladri avevano lasciato sul luogo del furto, non avendo fatto in tempo a trafugarle.

Pertanto, ultimate le operazioni sul posto, venivano raggiunti gli uffici del Commissariato ove, dopo che la moglie aveva contattato l’avvocato del marito, si aveva anche la presenza dell’uomo che, adduceva ai poliziotti scuse di facciata onde giustificare il suo arbitrario allontanamento.

All’esito degli ulteriori accertamenti completati presso gli Uffici, il soggetto, identificato in P.C., classe 1977, con innumerevoli precedenti per reati contro la persona ed il patrimonio, in particolare furti e ricettazione, veniva denunciato per il reato di ricettazione dell’ingente quantitativo dell’antico pietrame recuperato che, ove “posizionato”, avrebbe occupato proprio la stessa superfice pari a circa 40 metri quadri, divelta e asportata durante il raid effettuato in contrada Lama di Maggio.

L’intervento della Polizia di Stato di Ostuni ha evitato, con determinante tempestività che il prezioso carico, potesse andare irrimediabilmente perduto una volta destinato al mercato nero della ricettazione.

Enorme gratitudine è stata espressa da parte del legittimo proprietario nei confronti degli investigatori del Commissariato della Città Bianca per il recupero integrale della refurtiva.

I servizi di controllo del territorio di competenza da parte del personale del Commissariato ostunese nell’ottica della sicurezza generale e secondo forme di sempre maggiore collaborazione da parte della collettività, proseguiranno nei prossimi giorni.

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