The show must go on

Come si fa a non pubblicizzare questo manipolo di ragazzi che sono riusciti in poco tempo a costruire un polo d’attrazione culturale così forte in una realtà così dura? I giorni scorsi l’associazione Mittaffett è stata sotto attacco e in un momento di sconforto qualcuno di loro voleva abbandonare. La solidarietà ricevuta è stata davvero così grande che li ha confortati. “Non lavoro per la politica o per le istituzione, quindi non percepisco denaro. L’unica retribuzione che potrei ricevere è la solidarietà, la forza e la gratitudine della gente ed è proprio quella che ho appena ricevuto da lei e da altra gente.” Parola di Antonio Ciracì, un responsabile dell’associazione”.

Il 24 agosto vi aspettano al Castello Ducale di Ceglie Messapica per la serata di premiazione del 1° Concorso Nazionale Letterario “MittAffett allo Scrittore – Gea Mea

A proposito di commenti anonimi, oggi ne ho cancellato una dozzina sebbene fossero TUTTI a mio favore. Comunque questo qua sotto, lo lascio.


CHI DI DERISIONE FERISCE

DI DERISIONE PERISCE

A volte ci capita di assistere a dei comportamenti che non riusciamo nemmeno a giustificare a noi stessi. Ci capita in famiglia, nelle relazioni sociali, un po’ dappertutto. Ci impegniamo nel lavoro, con i figli e nei momenti un po’ liberi ci dedichiamo anche alle cose del nostro piccolo paesello, alla cronaca a volte bizzarra della politichetta locale. Negli anni della mia gioventuù era molto fiorente l’associazionismo, amavamo i Beatles e i Rolling Stones, cantavamo tutti la canzone Imagine di John Lennon, tutti contro la guerra, chi lo faceva per moda ma la maggior parte lo faceva con convinzione, con l’entusiamo di quell’eta’. Oggi la Societa’ si è evoluta, sotto certi aspetti si e’ involuta, adesso invece di socializzare ci si affida a Facebook con tutti i risvolti che ne conseguono.
Veniamo al sodo, all’oggetto di questo mio piccolo intervento. Non conosco i ragazzi di MITTAFFETT ma ne condivido, per quello che mi è dato di sapere, l’entusiasmo, la voglia di sentirsi protagonisti, gli obiettivi, le motivazioni. Il fatto di andare controtendenza, FACEBOOK, di organizzare incontri culturali ecc, dovrebbe fare piacere a tutti, dico a TUTTI, specialmente a noi adulti che potremmo rispecchiarci nella loro eta’, nel loro entusiasmo. Invece qualcuno, con un cinismo degno di miglior causa, cerca di tagliargli le gambe, di non farli volare, di deriderli.Ragazzi, non vi scoraggiate, certe voci sono veramente fuori dal coro, sono voci stonate. Andate per la vostra strada con lo stesso entusiasmo che avete profuso in passato. La derisione ricadrà con effetto boomerang su chi ha voluto deridervi. In futuro potrete anche commettere qualche errore ma sarà solo conseguenza della vostra giovane eta’ e dell’inesperienza, ma saremo in tanti, la stragrande maggioranza, a capirvi, a comprendere. Concludo, dicendo a chi vi denigra, cu mett veramente affett.

Commento non firmato

7 pensieri su “The show must go on”

  1. In fatto di punteggiatura hai ragione a essere permaloso.Basta spostare una virgola,e il senso di tutto il periodo cambia.
    In quanto al futuro, possiamo reintrodurre, nel presente, la cosecutio temporum,il congiuntivo esortativo e quello dubitativo.Magari ci riapproprieremo della nostra bella lingua per farne l’uso migliore! Che ne pensi?

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  2. CHI DI DERISIONE FERISCE DI DERISIONE PERISCE

    A volte ci capita di assistere a dei comportamenti che non riusciamo nemmeno a giustificare a noi stessi. Ci capita in famiglia, nelle relazioni sociali, un po’ dappertutto. Ci impegniamo nel lavoro, con i figlii e nei momenti un po’ liberi ci dedichiamo anche alle cose del nostro piccolo paesello, alla cronaca a volte bizzarra della politichetta locale. Negli anni della mia gioventu’ era molto fiorente l’associazionismo, amavamo i Beatles e i Rolling Stones, cantavamo tutti la canzone Imagine di John Lennon, tutti contro la guerra, chi lo faceva per moda ma la maggior parte lo faceva con convinzione, con l’entusiamo di quell’eta’. Oggi la Societa’ si e’ evoluta, sotto certi aspetti si e’ involuta, adesso invece di socializzare ci si affida a Facebook con tutti i risvolti che ne conseguono.
    Veniamo al sodo, all’oggetto di questo mio piccolo intervento. Non conosco i ragazzi di MITTAFFETT ma ne condivido, per quello che mi e’ dato di sapere, l’entusiasmo, la voglia di sentirsi protagonisti, gli obiettivi, le motivazioni. Il fatto di andare controtendenza , FACEBOOK, di organizzare incontri culturali ecc, dovrebbe fare piacere a tutti, dico a TUTTI, specialmente a noi adulti che potremmo rispecchiarci nella loro eta’, nel loro entusiasmo. Invece qualcuno, con un cinismo degno di miglior causa, cerca di tagliargli le gambe, di non farli volare, di deriderli.Ragazzi, non vi scoraggiate, certe voci sono veramente fuori dal coro, sono voci stonate. Andate per la vostra strada con lo stesso entusiasmo che avete profuso in passato. La derisione ricadra’ con effetto boomerang su chi ha voluto deridervi. In futuro potrete anche commettere qualche errore ma sara’ solo conseguenza della vostra giovane eta’ e dell’inesperienza, ma saremo in tanti, la stragrande maggioranza, a capirvi, a comprendere. Concludo, dicendo a chi vi denigra, cu mett veramente affett

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    1. Imagine? John Lennon? Mettici pure Joan Baez, Arlo Guthrie e qualche altro.
      É stata un’età irripetibile di impegno e di ideali e come dici bene, di socializzazione.
      Quella vera, quando ci si guardava negli occhi, ci si parlava e poi….e poi ci si toccava pure, con timidezza, coi rituali innati dell’umano.
      Si litigava, quanto si litigava, faccia a faccia, anche con livore, e poi si cambiava idea (forse che avevo torto?).
      Ma era sempre un rapporto fisico, de visu, quello naturale e insostituibile.
      Ora non si litiga e non si pomicia più; tutto obsoleto, ci si limita all’invettiva sui cosiddetti social network che, per principio, escludono la fisicità e con essa il sorriso, la mimica facciale, i denti scoperti, la postura corporale, la gestualità.
      Tutte cose che fanno parte del linguaggio “esteso” e senza le quali ogni dialogo é incompleto e senza senso ne significato.
      In questi universi artificiali ogni idiota può impunemente atteggiarsi a quello che non è e non sarà mai, generalmente dando addosso ai migliori semplicemente perché non arriva a capirli, non si figura e non vuole un mondo reale dove lui non è nessuno e qualcun altro riesce nei suoi intenti.
      Il trionfo della feccia cattiva, ignorante, invidiosa, banale e conformista…e pure contenta di esserlo perché “così fan tutte” o tutti se é per questo.
      Hanno riempito l’etere di fesserie e malvagità, seguendo l’esempio di calciatori, veline e politici che non fanno più comunicazioni istituzionali, “tweettano” invece.
      É tutto uno scherzo, un videogame, la trama di “Videodrome”.
      Romero, il regista, aveva già previsto tutto quando girò “La notte dei morti viventi”, orde di zombie sordi, ciechi e cannibali, come coloro i quali girano chini ed assorti nella loro personale catarsi logorroica, inutile e sociopatica
      Guardateli, guardateli bene e ditemi se questo è il futuro.

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      1. Sono l’autore del primo post. Mi e’ piaciuto tanto leggere il secondo. Finalmente un post per costruire e non per distruggere. Ti ringrazio e nel contempo ti dico: quegli idioti che denigrano nom mamdiamoli nell’idola di White ma in una isola che non c’è, l’isola dell’ignoranza piu’ troglodita

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        1. Leggi bene la punteggiatura.
          É evidente che “il regista” é riferito al film “la notte dei morti viventi” e niente ha a che fare col precedente capoverso.
          Sappiamo bene inoltre chi è David Cronenberg ma grazie lo stesso.
          Ebbene si, sono molto permaloso.

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