La situazione sta diventando insostenibile

Cronaca, cronaca e ancora cronaca. I giornali oggi parlano di Ceglie Messapica solo per episodi di cronaca nera. Leggi qui.

ORA BASTA!!!

Il Sindaco e la sua maggioranza continuano a dire che tutto sommato  eglie Messapica è un paese vivibile. Anzi chi denuncia questi atti vandalici dovrebbe stare zitto perché danneggia immagine della Città. Noi continueremo a denunciare. L’assenza totale di iniziative da parte del Sindaco responsabile unico della sicurezza, è grave. Chiediamo urgentemente che si faccia promotore di una convocazione del Comitato provinciale per la sicurezza, di cui è componente, che si tenga nella nostra città alla presenza di tutte le Istituzioni. Inoltre si faccia promotore di un incontro fra tutte le forze di polizia allargato agli Istituti di Vigilanza affinché ci sia un coordinamento e una maggiore vigilanza del territorio. Tali atti di criminalità non sono più accettabili come non sono accettabili atti di criminalità nelle nostre campagne anche ai danni di numerosi turisti che hanno investito nel nostro territorio attraverso acquisti di immobili per trascorrere le vacanze. Se il Sindaco non è nemmeno in grado di garantire la sicurezza sul territorio Cegliese ne tragga le conseguenze. (Da: La Bussola)

Un pensiero su “La situazione sta diventando insostenibile”

  1. Attenzione!
    Assoldate Guardie Particolari Giurate come me.

    Potete contattarmi e vi spiegherò la sicurezza che avrete nei minimi particolari senza approssimazione, il sistema di vigilanza è efficace, avrete la vostra Guardia Particolare Giurata che non deve arrivare da nessun capo del mondo.

    A parte tutte le possibilità e proprietà professionale, io costo anche di meno e per evitare i pensieri contrari, a voi, prego:
    N. 02661/2010 REG.DEC. N. 01855/2005 REG.RIC.
    REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)
    ha pronunciato la presente
    DECISIONE
    Sul ricorso numero di registro generale 1855 del 2005, proposto da: Associazione Nazionale Guardie Giurate D’Italia, rappresentato e difeso dall’avv. Dario Schettini, con domicilio eletto presso Dario Ovidio Schettini in Roma, via del Foro Traiano N. 1/A; contro Annunziata Angelo, rappresentato e difeso dall’avv. Giorgio Fregni, con domicilio eletto presso Stelio Gicca Palli in Roma, via G. Antonelli N. 50; Ministero dell’interno, rappresentato e difeso dall’Avvocatura, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; nei confronti di Ufficio Territoriale del Governo-Prefettura di Modena, rappresentato e difeso dall’Avvocatura, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; per la riforma della sentenza del TAR EMILIA ROMAGNA – BOLOGNA :Sezione I n.03696/2004, resa tra le parti, concernente DINIEGO AUTORIZZAZIONE PER SVOLGERE ATTIVITA’ DI GUARDIA GIURATA AUTONOMA.
    Visto il ricorso in appello con i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ufficio Territoriale del Governo-Prefettura di Modena e di Ministero dell’Interno; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nell’udienza pubblica del giorno 2 marzo 2010 il consigliere Giancarlo Montedoro e uditi per le parti gli avvocati l’Avv. dello Stato Vitale e l’Avv. Palli per delega dell’Avv. Fregni e l’Avv. Magro per delega di Schettini;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
    FATTO Con il ricorso di primo grado il sig. Angelo Annunziata, già guardia giurata dipendente di istituti di vigilanza, narrava di avere presentato istanza all’Ufficio Territoriale del Governo di Modena al fine di ottenere l’autorizzazione a svolgere l’attività di guardia giurata quale lavoratore autonomo. Con provvedimento del 22 marzo 2004 la Prefettura di Modena respingeva la richiesta suddetta, ritenendo che, in virtù di quanto disposto dall’art. 133 del t.u. delle leggi di pubblica sicurezza, r.d. 18 giugno 1931 n. 773 ( T.U.L.P.S. ) l’attività di vigilanza potesse essere svolta esclusivamente da guardie giurate direttamente dipendenti da proprietari privati ovvero indirettamente alle dipendenze di istituti di vigilanza. Avverso il predetto provvedimento si gravava l’Annunziata innanzi al T.A.R. per l’Emilia Romagna Sezione di Bologna richiedendone l’annullamento in quanto, a suo dire, dagli art. 133 e 134 del T.U.L.P.S. non si desumerebbe alcuna limitazione relativa alla forma del rapporto fra la guardia giurata ed i proprietari delle cose da vigilare. L’Amministrazione resisteva al ricorso. Con la sentenza n. 3696 del 2004 il ricorso è stato accolto. L’associazione Nazionale Guardie Giurate d’Italia, pur non avendo preso parte al giudizio di primo grado, impugnava la predetta sentenza ritenendola lesiva degli interessi di detta associazione, ritenendo violati gli artt. 133 e 134 del T.U.L.P.S. In appello si è costituita l’Amministrazione insistendo sulla legittimità del proprio operato. Resiste in appello l’originario ricorrente.
    DIRITTO L’appello merita il rigetto. Il Collegio prescinde dall’esame delle eccezioni preliminari essendo il ricorso da respingere nel merito. L’art. 133 del T.U.L.P.S. recita : “Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla vigilanza o custodia delle loro proprietà mobiliari od immobiliari. Possono anche, con l’autorizzazione del Prefetto, associarsi per la nomina di tali guardie da destinare alla vigilanza o custodia in comune delle proprietà stesse.” L’art. 134 del T.U.L.P.S. recita : “Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati . Salvo il disposto dell’art. 11, la licenza non può essere conceduta alle persone che non abbiano la cittadinanza italiana ovvero di uno Stato membro dell’Unione europea o siano incapaci di obbligarsi o abbiano riportato condanna per delitto non colposo. I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea possono conseguire la licenza per prestare opera di vigilanza o custodia di beni mobiliari o immobiliari alle stesse condizioni previste per i cittadini italiani . Il regolamento di esecuzione individua gli altri soggetti, ivi compreso l’institore, o chiunque eserciti poteri di direzione, amministrazione o gestione anche parziale dell’istituto o delle sue articolazioni, nei confronti dei quali sono accertati l’assenza di condanne per delitto non colposo e gli altri requisiti previsti dall’articolo 11 del presente testo unico, nonché dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575 . La licenza non può essere conceduta per operazioni che importano un esercizio di pubbliche funzioni o una menomazione della libertà individuale”. Osserva il Collegio – in sintonia con quanto già ritenuto dalla sentenza di primo grado – che la lettera e lo spirito della normativa in esame, alla luce del diritto costituzionale (art. 4 Cost . sul diritto al lavoro ) e comunitario ( sulla libertà di prestazione di servizi , comunque sussistente nello spazio giuridico comunitario anche se non espressamente considerata da Corte di Giustizia Ce n. 283 del 2008 ) non appare contenere alcuna ragione ostativa al rilascio di un’autorizzazione a svolgere attività di vigilanza come lavoratore autonomo senza vincoli di subordinazione. In particolare, al di là della supposta in conferenza dei precedenti citati dal giudice di prime cure, non è l’utilizzo del termine “destinare” nel corpo della disposizione ad essere indicativo della impossibilità di esercitare la predetta attività solo mediante contratti di lavoro subordinato. In sostanza, l’attività in questione, in assenza di norme espressamente limitative, può essere esercitata anche senza vincolo di subordinazione. Sussistono giusti ed eccezionali motivi per compensare le spese del doppio grado di giudizio, in considerazione della novità del caso.
    P.Q.M. Il Consiglio di Stato, Sezione Sesta, definitivamente pronunciando, nel contraddittorio delle parti, sul ricorso in epigrafe specificato così provvede: Respinge l’appello. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 marzo 2010 con l’intervento dei Signori: Giuseppe Barbagallo, Presidente Roberto Garofoli, Consigliere Giancarlo Montedoro, Consigliere, Estensore Roberto Giovagnoli, Consigliere Claudio Contessa, Consigliere
    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
    Il Segretario
    DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/05/2010 (Art. 55, L. 27/4/1982, n. 186) Il Dirigente della Sezione

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