L’anti-teatro.

Un pernacchione ai Pennivendoli!

La libertà di satira a Ceglie Messapica è sempre esistita. E quelli che erano presi di mira erano proprio i cosidetti… Signori!

Da Ceglie Storia

PRIMI ANNI DEL SECOLO SCORSO. UNA BELLA E CURIOSA FOTO. LO SPIRITOSO CARICATURISTA HA RITRATTO I COMPONENTI DEL “CIRCOLO DEI SIGNORI” DISEGNANDOSI LE CARATTERISTICHE PSICO-SOMATICHE. SONO RITRATTI PERSONAGGI CONOSCIUTI CHE FREQUENTAVANO GIORNALMENTE IL CIRCOLO CHE, SIN DALLA SUA NASCITA NEL 1875, ERA IN PIAZZA PLEBISCITO. UN CIRCOLO RISERVATO A POCHI, DOVE ERA MOLTO DIFFICILE ESSERE AMMESSI. NELLA SEDE ERA POSSIBILE FARE UNA PARTITA AL BILIARDO O GIOCARE A CARTE. NEL CIRCOLO FECE LA SUA COMPARSA IL PRIMO APPARECCHIO TELEVISIVO. DALLA FINE DEGLI ANNI CINQUANTA FURONO ARGANIZZATE ANCHE DELLE CONFERENZE CON LA PRESENZA DI EMINENTI PERSONALITA’ DEL MONDO ACCADEMICO PUGLIESE. IL CIRCOLO CITTADINO, NON PIU’ DEI “SIGNORI” CHIUSE LA SUA ATTIVITA’ UNA QUINDICINA DI ANNI FA. (CENTRO DI DOCUMENTAZIONE “M. CIRACI'” – BANCA DELLE IMMAGINI – Ceglie Messapica)

 

Sapete che vi dico? A me questa nuova sistemazione del Monterrone piace!

Anti-teatro

COMUNICATO STAMPA arch. Emanuela Gervasi

Era l’estate del 2014 quando l’Associazione culturale 72013 lanciava una petizione pubblica per la realizzazione degli orti urbani e per il recupero delle mura messapiche nell’area adiacente al Comune di Ceglie.

L’amministrazione, dal canto suo, ignorando la proposta, promuoveva nello stesso sito la realizzazione di un anfiteatro. Seguirono una serie di iniziative culturali che l’associazione organizzò a sostegno della petizione anti-anfiteatro. All’appello per la realizzazione degli orti urbani e contro la cementificazione dell’area risposero persino Vittorio Sgarbi e l’associazione “Italia nostra”. Si organizzò, inoltre, la manifestazione “senza arte né parte” e diverse azioni politiche furono intraprese parallelamente, attraverso interventi mirati a sollevare la questione in Consiglio Comunale. La voce del dissenso raggiunse anche il Ministero dei Beni e le Attività Culturali per mezzo di una interrogazione Parlamentare promossa dall’ on. Nicola Ciracì.
La posizione dell’Associazione 72013 e dei suoi sostenitori era chiara: no alla cementificazione e a un inopportuno anfiteatro in una zona di pregio paesaggistico.

La replica dell’amministrazione comunale fu alquanto ironica e denigratoria. Ignorando le oltre mille firme raccolte in pochi giorni dall’Associazione 72013, lanciò una campagna mediatica diffamatoria contro la proposta degli orti urbani e sostenne con ostinazione il progetto dell’anfiteatro.

Alla luce di questa breve ricostruzione storica dei fatti, pare alquanto ironico, se non paradossale, l’atteggiamento degli ultimi giorni di un gruppo di rappresentanti di quello stesso circuito politico dal momento che si sono attivati per una nuova campagna, questa volta autocelebrativa, e si compiacciono del pregevole risultato ottenuto nell’area adiacente al Comune di Ceglie. L’amministrazione ha infatti realizzato, nell’area designata, proprio gli orti urbani che l’Associazione 72013 aveva promosso sin dall’estate del 2014 e contro cui l’amministrazione stessa si era ferventemente schierata.

Questo compiacimento, oggi, fa un po’ sorridere. Come promotori e sostenitori dell’iniziativa non ci avevamo visto poi così male quando avevamo proposto il recupero delle mura messapiche e la realizzazione di quegli orti. È pur vero che, in definitiva, quello che conta è che l’azione intrapresa in nome della salvaguardia del nostro territorio, della sua storia e della sua architettura locale sia diventata bene comune, poco importano paradossi e autocompiacimento.

13 pensieri su “L’anti-teatro.”

  1. Il progetto iniziale dell’Architetto Cucinella era avveniristico
    Purtroppo si è scontrato con i vincoli Paesaggistici dell’Italia conservatrice
    Che preferisce gli orti alle piazze
    Che preferisce un vitigno o 4 alberi da frutto ad un luogo di ritrovo vissuto che ne avrebbe fatto un ulteriore Fiore all’occhiello del Comune
    Siamo quello che vogliamo essere
    Ed i Cegliesi vogliono rimanere al Medioevo

    Mica si deturpava il paesaggio
    Non erano pale eoliche o pannelli fotovoltaici
    Nemmeno Piscine o Campi da tennis

    Contenti voi, onorevoli e fatine
    Contenti tutti

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    1. I vincoli paesaggistici di un’Italia che vuole conservare e salvaguardare il proprio territorio sono da encomiare. Oltre al vincolo paesaggistico in quella zona c’è il vincolo IDROGEOLOGICO. Ma tu te l’immagini il tuo teatrino travolto da un’inondazione il giorno dell’inaugurazione? P.S. e secondo te i Messapi erano così fessi da non avere pensato di farlo in quel luogo l’anfiteatro?

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      1. Perchè i Messapi costruivano gli anfiteatri o teatri (quello previsto era architettonicamente parlando un teatro a tre gradoni)? A proposito di vicolo idrogeologico la soluzione trovata della cascata le piace? E’ adatta al contesto? I Messapi e i loro eredi usavano tecniche diverse per la canalizzazione delle acque? Le acque dopo la cascata dove vanno?

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          1. A questo punto farei una pubblicazione storico-scientifica su questo fatto che i Messapi costruivano i teatri e gli anfiteatri, comincerai a pubblicare ad esempio il nome di qualche località che ospita questi famosi teatri Messapi. Attualmente nel salento le costruzioni di questo genere riconosciute sono tutte di epoca romana (Lecce, Egnazia, Brindisi (demolito), Taranto (sepolto sotto la città nuova).
            Per quanto concerne le canalizzazioni è certo che le acque fossero canalizzate ma forse lo si faceva in maniera diversa rispetto alla soluzione parziale che a lei piace, d’altronde per voi il risultato ottenuto è frutto di una vostra battaglia. Io non sono cosi sicuro di ciò.
            A proposito di documentazione le segnalo come si facevano le canalizzazioni un tempo. Mi sembrano un po’ diverse rispetto alla cascata.


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          2. Lei mi sembra abbastanza ferrato. Continui a pubblicare, io la seguirò a ruota. Oooopss… ma è sicuro che i Messapi conoscessero la ruota? Si documenti, ci tenga informati.

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  2. Mi ricordo quando i fedelissimi del raggioniere gridavano che l’ANFITEATRO si sarebbe fatto malgrado i soliti denigratori che volevano gli ori urbani.
    Oggi gridano che hanno fatto gli orti urbani.
    Avete trasformato il Comune in un grande circo la dove i pagliacci non mancano di sicuro.

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  3. Non c’è un progetto, un’idea, un finanziamento che sia frutto di questi personaggi.
    Pensateci bene…..
    Una cosa dovevano fare e cioè prendere il finanziamento per il castello ma non sono riusciti a presentare nemmeno la richiesta

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    1. Vedrai quello che combineranno con l’adozione del PUG, ovviamente con il sabotaggio del noto, losco figuro?
      Cosa scommettete che neanche questa volta si riuscirà ad avere uno strumento urbanistico almeno aggiornato?

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