L’amianto e il buon padre di famiglia.

L’argomento è serio e il Dott. Cosimo Caforio sul suo profilo fb lo ha trattato in maniera ESEMPLARE. Mi riferisco al PERICOLO AMIANTO presente sul tetto del cinema a Ceglie Messapica. Ne abbiamo parlato sul Diavoletto e Adele Galetta domenica scorsa pubblicò un articolo sulla Gazzetta.

Ecco la parte finale del documento del dott. Caforio.

Ceglie Cinema Argentieri con gente

(Immagine tratta da Amarcord Ceglie)

È opportuno rimarcare che, il sindaco di un comune, massima autorità sanitaria locale, può obbligare, in casi particolari, il proprietario di un edificio a bonificarlo dall’amianto. Al sindaco compete, infatti, l’emanazione di provvedimenti contingibili e urgenti in materia d’igiene e sanità pubblica. In questi casi, il primo cittadino, può avvalersi degli organi tecnici dell’Azienda Sanitaria Locale e/o di quelli dell’ARPA. Ove il Sindaco non provveda, o nei casi in cui sia interessato un ambito sovracomunale, provvede il Presidente della Regione con propria ordinanza o mediante la nomina di un commissario ad acta.

La “condicio sine qua non” è eseguire prima di ogni altro intervento la valutazione del rischio. Se da questa valutazione emerge che vi è un rischio concreto per la salute dei cittadini allora la bonifica è obbligatoria (bonifica che potrà consistere nella rimozione, incapsulamento o confinamento dell’amianto). Si fa presente che, il D.P.R. 8 agosto 1994 all’articolo 12 ha puntualizzato che per gli edifici pubblici, per i locali aperti al pubblico o di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti, il censimento ha carattere obbligatorio e vincolante.

Ceglie Cinema Argentieri

(Immagine tratta da Amarcord Ceglie)

Senza inutili e sterili polemiche e senza asprezza alcuna, vengono spontanee semplici domande:
1. Chi di dovere ha fatto comunicazione alla ASL? (comma 5 articolo 12 della legge 257/92)?
2. È stata predisposta una ispezione, almeno annuale, da personale in grado di valutare le condizioni dei materiali?
3. È stato effettuato un dettagliato rapporto con relativa documentazione fotografica da trasmettere alla ASL competente?
4. Si è tenuto presente che le fibre di amianto friabile possono essere trasportate anche a notevole distanza dalla sorgente inquinante e rilasciate all’esterno si disperdono e si diluiscono in enormi volumi d’aria, in funzione dell’andamento locale dei venti?

Dr. Cosimo Caforio
Farmacista di reparto presso
U.O. di Oncologia Medica & Breast Unit Ospedale Perrino, Brindisi

9 pensieri su “L’amianto e il buon padre di famiglia.”

  1. Ma chi potrebbe mai comprare strutture come quelle e per giunta da bonificare da quel materiale? A meno che non ci siano garanzie su cosa si può o non si può fare dopo in quelle zone ottocentesce. Non è che i poveri cittadini devono continuare a respirare polveri pericolose fino a quando qualche buon affare non arriva in porto?
    Rocco di Cicch Natal

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  2. NON HO CAPITO IL PERCHE’,
    PER CHI E’ DI COMPETENZA,
    NON PROVVEDE A RISOLVERE TALE PROBLEMA
    CHE PUO’ PROVOCARE LA MORTE PREMATURA DI TANTE PERSONE CHE VIVONO E ABITANO NEI DINTORNI DI QUESTA BOMBA INQUINATE.

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    1. Non ti dispiacere, ma le parole “eccellenza cegliese” portano una sfiga della matonna e viste le ultime esperienze ne facciamo volentieri a meno 🙂

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  3. È opportuno rimarcare che, il sindaco di un comune, massima autorità sanitaria locale, può obbligare, in casi particolari, il proprietario di un edificio a bonificarlo dall’amianto.

    Il rischio mi sembra di capire, è minimo.
    Va soltanto smaltito… a spese dei proprietari

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    1. Quindi quando cade dal tetto la lastra si interviene. Così come già successo qualche mese fa.

      Per il resto i proprietari devono smaltirlo e si capisce come mai non hanno approfittato degli incentivi regionali e del bando del comune di uniche anno fa
      Non hanno soldi per farlo
      Ma non possono venderlo a qualche imprenditore?

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