Involuzione.

Questa foto è di una bellezza incredibile. Nell’Ottocento  Ceglie era uno dei paesi più importanti e popolosi della terra d’Otranto basti pensare che agli inizi di quel secolo Ceglie contava 7530 abitanti mentre Brindisi 6114.  Sicuramente eravamo più organizzati di oggi considerato seppure in assenza di acquedotti ai nostri avi non mancava l’acqua per bere, per cucinare e per mantenere un minimo di pulizia negli alloggi.

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1880. LA FOTO DI OGGI E’ UN DOCUMENTO UNICO.

CI MOSTRA L’ACQUAIOLA GIUSEPPINA CHIRICO, DA TUTTI CONOSCIUTA CON IL SOPRANNOME DI “Sippìnə a calabresə”.

UN MESTIERE QUELLO DEGLI ACQUAIOLI TERMINATO NEGLI ANNI ’20/30 DEL SECOLO SCORSO.

CHIRICO E’ IN POSA DAL FOTOGRAFO (ROCCO CAVALLO?) SCALZA E CON GLI ATTREZZI DEL MESTIERE: DUE GROSSI SECCHI DI RAME, LA CORDA PER PRELEVARE L’ACQUA DALLE CISTERNA (QUELLA DI SAN ROCCO ERA AUTORIZZATA A VENDERE L’ACQUA). VESTITA META’ ALLA CALABRESE E META’ ALLA CEGLIESE, CON UN SIMPATICO CAPPELLO IN TESTA E DUE SPLENDIDI ORECCHINI..
PRIMA DELL’IMPIANTO DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE, L’ACQUA VENIVA VENDUTA PER LE VIE DEL PAESE SIA DAGLI UOMINI CHE DALLE DONNE

(CENTRO DI DOCUMENTAZIONE “M. CIRACI'” – BANCA DELLE IMMAGINI – FOTOTECA – Ceglie Messapica)

3 pensieri riguardo “Involuzione.”

  1. …anche lei senza scarpe.
    E a distanza di anni il sindaco e i suoi magnifici assessori consiglieri anche di opposizione le scarpe le hanno fatto di brutto. a tutta la città.
    Non aprite quella porta! avete presente quei babbo Natale appesi alle ringhiere, alle finestre con l’intento aperto di entrare in casa? Quest’anno non aprite, fate attenzione perchè sono il sindaco travestito, i suoi assesori, gli amici e gli amici degli amici, parenti e affini in cerca di altri risparmi e rastrellarli per inventare altre tasse perchè raddoppiare quella sulla prima casa(una rapina) e poi anche le altre forse non basteranno a ripianare i debiti. Questo è il regalo dei simpaticoni per il fine anno., un natale misero qualitativamente nonostante il rastrellamento di risorse ai danni dei suoi concittadini. E in più, un clima surreale, da girone infernale dove bruciano auto e risorse della gente e secondo loro non succede niente. E in un clima di alleluia omertoso qualche blog o corrispondente locale dell’informazione farebbe bene a intervistare i morti, che hanno più voglia di parlare dei vivi. Buon natale sperando che i vostri panettoni non siano amari come i nostri.

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