Buttiamo a mare anzi, in piscina

la vecchia politica!

Non ne possiamo più dei personalismi, dei rancori e degli odii e proprio per questo la notte scorsa ci siamo buttati tutti in acqua con tutti i vestiti quasi fosse un rito propiziatorio. Ceglie deve continuare a vivere nonostante LORO.

piscinaSul Quotidiano odierno

2015-08-25 08.06.05

17 pensieri riguardo “Buttiamo a mare anzi, in piscina”

  1. In questi giorni mediante diversi strumenti e modalità uno scrittore e Poeta cegliese e il giovane intellettuale Vito Argentieri hanno lanciato una riflessione (che non necessariamente ha l’intento di produrre discussione e contributi), in sintesi: quale città stiamo costruendo. Le loro analisi sono assolutamente condivisibili e complementari.

    Mi ricorda tanto il dibattito lanciato anni or sono dal giornale Breccia Cantiere sociale su quale tipo di città volessimo, ho provato a rileggere quei contributi, tante le firme.

    Oggi non è ieri, e dunque alla luce di questo arco temporale sarebbe essenziale una nuova riflessione: sullo sviluppo turistico, culturale ed enogastronomico, sulla tutela del centro storico e della campagna, sul bisogno di una mobilità sostenibile e di una razionalizzazione dei parcheggi, come della necessità di una riflessione da parte delle menti pensanti di Ceglie sulle strutture di proprietà del comune sia ad indirizzo culturale che sportivo e ricreativo (castello, teatro, ex albergo ferrovia, stabile ex Onmi, convento dei Domenicani, palestre, aree verdi, ex macello, ex mercato coperto…).

    Ceglie mai come in questo periodo, grazie all’azione delle tante amministrazioni che si sono susseguite, ha tanta disponibilità di luoghi e ambienti.

    Sarebbe utile e proficuo che l’amministrazione con umiltà, senza quella presunzione frutto di ignoranza sedimentata nel tempo che nemmeno l’aria e l’eclettismo dell’assessore più in voga può cancellare, lanciasse un confronto serio, ben gestito sul futuro sia della città sia dei luoghi di cui si diceva.

    Quest’amministrazione non ha né fondi né serbatoi da cui attingere linfa e idee nuove; è in un vortice di attivismo esasperato senza capo né coda, trascinata da un boria che non ha eguali.

    Alle volte la boria e l’ostentazione (mai da giustificare) a Ceglie era praticata da personalità che i libri e la cultura la divoravano, ma a questi qui da dove li proviene?

    Ma un bravo Sindaco se è consapevole della pochezza dei suoi sodali ha solo una strada da intraprendere: farsi extra partes, alzarsi su di un gradino e intrecciare rapporti e relazioni per il bene della città, partendo da quelle personalità che qualcosa sicuramente hanno da dire.

    Quali sarebbero tali personalità secondo noi/voi?

    Effatà

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    1. Lo sviluppo discorsivo é equilibrato ed assolutamente centrato. Per la prima volta ci si discosta dal pure sbalorditivo risultato elettorale e si passa ad una fase pre-propositiva. In effetti si inventaria la capacità immobiliare e culturale latu sensu del municipio come per dire: questo abbiamo, che ne vogliamo fare? Successivamente e neanche tanto velatamente, si prospetta una sorta di “comitato di salute pubblica” vista la disastrosa situazione. Qui iniziano a presentarsi gli ostacoli: la disastrata situazione bisognerebbe preventivamente riconoscerla e darne atto. Credi che sindaco e sodali sarebbero capaci di cospargersi il capo di cenere? Ne dubito.
      Ammesso di superare il ritorno a Canossa, sarebbe estremamente difficile trovare menti capaci disposte ad “esporsi” perc

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    2. CONTINUA: é partito mezzo commento, scusate.
      …perché di questo si tratta, esposizione: oggi un rischio causa totale assenza di senso civico e di comunità d’intenti; tali menti sarebbero tirate da ogni parte ed alla fine distrutte dal cane al quale stavano rubando l’osso.
      Se, miracolosamente, si creasse una sintonia tale da generare nuove e potenti idee, mi domando, chi dovrebbe incaricarsi dell’esecuzione pratica? Le novità spaventano, addirittura terrorizzano, molto meglio lo status quo, consolatorio ed esente da fastidi.
      Pessimista? Si. Perché ce la siamo cercata, e nel frattempo ci siamo persi una generazione intera che avrebbe potuto guarirci, quelle menti sono ormai altrove e contrbuiranno ad arricchire luoghi a latitudini più elevate.
      Abú Nidal

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      1. Apprezzo ed in via generale condivido i pensieri esposti da Effatà e Abu Nidal: essi rappresentano la speranza ed il timore che in parte nulla cambi…!!!! In verità è nostro dovere civico “esporci” mettendoci la faccia, e proporre idee. Le Amministrazioni, di qualunque colore politico esse siano (ammesso che a Ceglie oggi esistano…..? ), hanno l’obbligo morale di ascoltare ed eventualmente prenderle in considerazione: il fatto di essere eletto o nominato assessore non significa ” avete padronanza e conoscenza assoluta” dello scibile amministrativo!!!
        Per questo, ssarebbe utile aprire un momento di confronto e riflessione collettivo all’interno della comunità culturale, professionale, delle diverse organizzazioni produttive, presenti a Ceglie….. una sorta di Stati Generali della Comunità. In passato, ovvero qualche anno fa, ciò sarebbe stato semplice mobilitando le strutture culturali che gravitavano attorno ai partiti politici, oggi invece, il gravoso compito di pianificare ed organizzare un evento di civile e circostanziato confronto tocca ai BLOG – Il Diavoletto, Tribuna Libera , ed altri.
        Ad mai ora Ceglie.
        Luigi Ricci

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        1. Luigi? Quello di Al Fatha?
          Ti ricordi a Beirut che belle intifade ci siamo fatti?
          Stavo pensando, visto che già siamo in quattro ex feddayn della resistenza armata e che ho qualche uzi e kalashnikov da parte, perché non dirottiamo il comune? Dove volete, Cuba, Kenia, Angola.
          Basta che ce ne andiamo.
          Salam alèikum
          Abu Abbas

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          1. In verità Beirut mi manca, ma ti potrei raccontare di ‘ Operazione Pellicano” in Albania, “Vespri Siciliani” dopo l’attentato al giudice Borsellino e scorta. gli eventi al checkpoint “Pasta” in Somalia del 1993, dove ho perso in un maledetto scontro a fuoco un collega, ma …. alla fine quello che conta, se si ha egualmente coraggio è la potenza di fuoco della parola e della libertà di pensiero.
            Quindi, le armi teniamole al sicuro in un armadio blindato ( l’ Uzi o il Kala sono armi da guerra ad anima rigata e non possono essere detenute!!!!).
            La o le rivoluzioni hanno inizio sempre partendo fa un contesto culturale e sociale e solo come estrema ratio ahimè sfociano in guerriglia. Partiamo dal confronto civile.
            Ad maiora semper Ceglie.
            Luigi Ricci

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  2. La beniamina di piazza la pira da mesi si tirava dietro un branco di cani arrapati, almeno sei sette. Ti lascio immaginare che piacere vederli in giro e se sei a piedi essere braccato a gengive in vista da tanti bei cagnetti. Per gli amanti dei cani concertisti, inoltre, dalle parti di via matteotti si esibisce h 24, da sobb a na loggj, un cane, forse li prigioniero, dall’incantevole abbaiare, specialmente all’alba.
    Ma adottare un bambino, no? Avete riempito il paese, per moda non per passione, di bestie randage e non, che cagano e pisciano e tirano a mordere dappertutto. Mi chiedo perché il resto del mondo debba sopportare le paranoie animaliste e passeggere di non pochi squinternati e dei loro botoli.

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    1. L’unica risposta utile per te è quella che il mitico Totò rivolse alla sua fida spalla Castellano…. lei é cretino, se ne convinca, se ne faccia una ragione, lei é cretino! E ci aggiungerei anche coglione, visto che pensi di essere l’unico a esistere e ad avere diritto di esistere. Anche noi dobbiamo sopportarti quando cammini per le vie del paese e ammorbi l’aria con i tuoi comportamenti da neandhertal…scometto che hai il monospracciglio…purtroppo di animali come te é pieno il paese, ma la provvidenza a volte da una mano a sfoltire la massa…

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      1. Anche tu col chiuaua in borsetta?
        Oppure giri col molosso al guinzaglio? Pensa che abbiamo tre squallidi wc per umani ed un cagatoio per cani di circa 3000 metri. É stato pagato anche cou soldi miei e guarda un po’, il cane non c’è l’ho. Certo se avessi la villazza che c’hai tu forse ne avrei uno; ma siccome sono”umano” e quindi capace di intendere, non obbligherò mai una povera bestia su un balcone, in una borsetta, all’abbandono quando passa di moda. Ficcatevelo in quella testa: sono animali, quelli fatti per “seguire virtute et canoscenza” foste Voi, smettela di renderli antropomorfi, gli recate solo danno e sminuite la vostra umanità.

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        1. Confremo: sei cretino, ma cretino serio! E cerca di smetterla con questo lessico forbito che non ti appartiene, perché oltre che cretino sei pure ignorante!

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          1. Quello che chiami lessico forbito nel mondo é conosciuta come Lingua Italiana ed appartiene a tutti;
            limitandoti all’invettiva tipica delle femmine isteriche dei dannosissimi social network, va da sé che ti risulta ostica.
            Lascia perdere il cane e ripassati Dante…se vuoi te lo presto 😉

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    1. Va beh…basta però! Se non gliene frega niente alle rispettive mogli ai noi che vuoi che ci frega?!? E lasciamo stare la chiesa, lì ci vanno tutti, sopratutto i peccatori………

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