CEGLIOBYL !

Santa Xylella!

Madonna ulivo

Zona di sorveglianza” la chiamano.

Anche la quasi totalità dei territori di Ceglie Messapica, Villa Castelli e San Michele Salentino sono attenzionati. Prosegue l’azione di terrorismo territoriale. Ormai i turisti sanno che il Salento è contaminato, che gli ulivi sono una bomba batteriologica e che è meglio stare alla larga.

La realtà ovviamente è ben diversa e nel Salento non c’è nessuna emergenza ambientale.

Questa è la nuova Determinazione Regionale che ridefinisce le aree a rischio. Clicca qui.

CegliobylSe vuoi informarti per davvero devi andare qui.

11 pensieri su “CEGLIOBYL !”

  1. Il batterio sta distruggendo un intero patrimonio naturalistico e, forse anche sociale, e tu ancora cerchi di propendere per un’informazione del taralluccio e vino? Ti invito a fare un giro nei i comuni di Aradeo, Alezio, Galatone, Nardo’, Secli, Sannicola, Gallipoli, Taviano, Presicce, Racale (SS 274 per Leuca) e poi esprimiti. Almeno abbi la compiacenza di dedicarti a stronzaggini blogghiane di altri argomenti, lascia stare in pace chi già sta soffrendo per vedere morire i propri figli (perchè devi sapere che gli alberi di ulivo, per l’olivicoltore che ci lavora da mattina a sera, sono figli e non chiacchiere da blog).

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      1. Aggiungi pure che prima di parlare sull’argomento si deve dichiarare in premessa quanto si guadagna dal proprio lavoro di consulenza per le industrie chimiche e farmaceutiche e se tale lavoro è svolto in forma esclusiva o occasionale (si può essere dipendenti o rappresentanti o informatori o semplicemente collaboratori occasionali, tipo i docenti universitari e i commissari di governo!).
        Un capitolo a parte per i collaboratori supersegreti dei gruppi finanziari sovranazionali che hanno deciso di desertificarci.

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  2. Francamente non ci capisco più nulla! L’altro giorno sono andato a Lecce per lavoro e guidando il mio bolide (avoglje) non ho notato tra gli uliveti che si ammirano dalla SS BR-LE alcun segno di rinsecchimento delle piante, bensì una potatura molto forte. Probabilmente più a sud di Lecce la situazione sarà diversa. Mi chiedo, però, la Francia che aveva embargato le ns piante, che anche lei è stata infettata da piante provenienti dal nord Europa, quali misure sta adottando?

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  3. Non sono un biologo o quello che e’, però qualche insettuccio molesto deve esserci per forza. Pur esecrando la modalità espressiva del commento precedente, devo purtuttavia parzialmente condividere la preoccupazione. Premesso che i “turisti” sono qui da pochi anni, e chissà quanto a lungo ci rimarranno, la pianta di Athena cresce e prospera in Esperia da millenni.
    Questo per individuare la priorità del problema: i turisti potranno ritornare, 60 MILIONI DI OLIVI FORSE MAI PIÙ.
    Le maledette case farmaceutiche hanno sintetizzato di tutto, pure l’elisir di lungo coito….qualcuno dovrebbe mobilitare con urgenza l’ambaradan per scovare un rimedio per codesto batterio seccatutto, chesso’, un antibiotico; una nazione seria lo farebbe, come in tempi di guerra…altro che pochi ricercatori armati solo di buona volontà! Personalmente metterei mano al secchio della calce e comincerei a dare di pennello ai tronchi di olivo come ancora fanno nel Dodecanneso ed in Turchia, male non fa e dopotutto le tinture a calce hanno da sempre avuto funzione igienica e battericida.

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    1. E’ evidentissimo che non sei un biologo anche se cerchi di celare le tue intuibili
      origini, con la “tuttologia” che ostenti quotidianamente.
      E’ vero pure che ritornare a guardarsi “il margine libero” delle unghie,
      di color argilla, è come dire:- Si, HO stato io!

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      1. Sinceramente non comprendo la tua acredine, devi avere il fegato in disordine.
        Non sei neanche capace di afferrare il senso di uno scritto, in compenso invece offendi mica male senza peraltro toccare l’argomento.
        Sei proprio OT, in tutti i sensi.
        Passo e chiudo

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