Alle tre di notte…


Quindi quelle signore e quei signori che vediamo di notte che aspettano nei luoghi bui e periferici dei nostri paesi non devono andare a divertirsi in discoteca!

E mentre i CAPORALI hanno il potere di decidere sulla vita delle persone, i SINDACALISTI vi aspettano nei loro uffici pagati da noi e sono pronti a compilare il bollettino della TASI che scade il sedici.

L’inchiesta della GABBIA inizia da Francavilla Fontana!

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Caporali

9 pensieri su “Alle tre di notte…”

  1. I sindacati,oggi, sono la rovina dell’Italia! Alzano un gran polverone solo per i loro interessi e non per quelli del cittadino! Sapete quanto mi hanno chiesto ieri ( a Roma ) per fare il 730? 55€!

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  2. eeeh già!!! i sindacalisti compilano moduli per le tasse ed il sindaco pronto con la bava bramante per incassarle le tasse.
    Che minchia ne sanno loro dei pulman granturismo sgangherati che partono alle tre di notte per le gite dei braccianti lavoratori nei campi sotto il sole la pioggia o il freddo tutto l’anno per guadagnarsi un tozzo di pane.
    Sindacalisti Sindaci Assessori alle tre di notte dormono soavemente, i braccianti agricoli non li hanno mai visti neppure il pomeriggio quando rientrano dalla gita nei campi tra le ore 15,00 e le ore 16,00, quello è l’orario che i sindacalisti, i Sindaci e gli Assessori fanno la soave pennichella.
    A dire il vero LOR GRAN SIGNORONI sono dei perfetti manici di scopa perfettissimi “MARGIALI” (manici di zappa) capaci di saper soltanto istituzionalmente presenziare agli eventi magari il piazza senza neppure allungare l’occhio a locali pubblici dove ci sono altri lavoratori che lavorano una quindicina di ore al giorno in nero o assunti part-time.
    EEEH GIA’!!! quì non è come all’estero che i Sindaci revocano le licenze e fanno chiusura coatta dei locali se ci sono lavoratori non in regola, quì non è come all’estero dove i pulman granturismo sgangherati con le gomme lisce e che spesso rimangono fermi per strada non li farebbero neppure partire alle tre di notte per mettere a repentaglio la vita di tanta gente.
    SIAMO IN ITALIA DOVE NEPPURE GLI AFRICANI CI VOGLIONO STARE.
    SIAMO IN ITALIA DOVE NON C’E’ LA PRATICA DEMOCRATICA DELL’ECONOMIA LIBERA DI MERCATO.
    C’E’ UN’ALTRA COSA CHE NON E’ DEMOCRATICO, C’E’ L’ARBITRIO CONSENTITO DELL’ECONOMIA DEL LIBERTINAGGIO DI MERCATO.
    E’ LA DIFFERENZA TRA LIBERO E LIBERTINAGGIO E’ ABISSALE.

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  3. Ci sono anche gli schiavi delle 10 ore settimanali con interinale…. ma qui non ne caviamo un ragno dal buco.
    Ai Cegliesi va bene così!
    Schiavi sempre, o in campagna o al comune.

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  4. Hai tanto amore per il sindacato che gli scarichi addosso anche le colpe dello schiavismo e dello sfruttamento dei giorni nostri. Comunque se ti informi Ichino e Bellanova non sono nati in campagna e non hanno mai fatto un lavoro manuale. L’unico loro prodotto è la sregolarizzazione del rapporto di lavoro e la cancellazione dei diritti di tutti i lavoratori, dipendenti come me e autonomi come te.
    Il sindacato non c’entra. Confondi sindacato con patronato e addirittura CAF.
    Sullo schiavismo hai ragione, ma non giova alla causa degli sfruttati il fare confusione sugli autori del loro sfruttamento.

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      1. Grazie Buon Diavolo!
        Quando dico Ichino so di che me..a sto parlando, mi fa piacere che lo sappia anche tu. Scusami, pensavo fossero le due figure citate le tua idea di sindacato. Non me ne volere, il resto…resta! Ci sono tante brave persone che lavorano nel sindacato, nei patronati e anche nei CAF. “Lavorano” e operano, spesso gratuitamente e si prendono pure le uova marce e gli sputi che andrebbero destinati ad altri. Del resto, quel servizio televisivo è stato possibile anche grazie a qualche anonimo sindacalista!

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    1. Caro ospite,
      Mi hai anticipato di pochi secondi.
      Pietro, chiunque esso sia e pur esprimendo ottima dialettica, ha evidentemente in corso una battaglia con se stesso, meglio: Il dubbio circa i suoi convincimenti di una vita lo corrode, ed in questo anche io faccio parte dell’esclusivo “club dei disillusi”.
      Per circa un secolo e mezzo si è provato a distillare e rendere efficiente quelle che ancor prima erano le “gilde”; con i risultati noti. Una parte ha virato verso la politica deteriore e la restante nella direzione burocratica/statale/integrata ovvero un apparato parassita, dico meglio: simbionte. Disquisizioni ulteriori rimangono sofismi.
      Per il caporalato, nessuno abbia preoccupazioni: la meccanizzazione dell’agricoltura e della lavorazione dei prodotti agricoli metterà presto fine al fenomeno, non avete idea delle capacità attuali della meccatronica, costi spropositati ma nel tempo ammortizzabili comodamente. Dopo il tessile sparirà il settore agricolo bracciantile, e’ certo.
      Quindi saremo tutti in pace con le nostre coscienze…anche se le migrazioni bibliche inizieranno appena un po’ più a nord ma verso le stesse nazioni che a loro volta non sapranno più a chi vendere le loro Porche e Mercedes; in quel momento credo che, col colpo in canna, toglieranno la sicura.

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