Se questa è una Democrazia…

Quindi basta votare una volta ogni cinque anni, eleggere un nostro rappresentante e aspettare che questo produca democrazia. A parte il fatto che per quanto concerne il Parlamento i nostro rappresentanti li scelgono LORO. A parte il fatto che nemmeno i parlamentari decidono alcunchè e che i destini delle nostre vite sono in mano ad esseri impalpabili che controllano tutto e tutti.

A questo punto ha senso credere in una democrazia delegata anche a livello locale? Secondo voi chi ha fatto il pieno di voti perchè ha molti amici oppure ha una famiglia numerosa o magari perchè ha più capacità di altri nel promettere piccoli favori rappresenta la Democrazia?

You don't

Il Diavoletto non crede alla democrazia delegata. In questo luogo chiunque può dire la sua e proporre la sua idea di gestione del bene comune. Sono ben accetti anche i commentatori anonimi perchè anche la democrazia rappresentativa è fondata sulla segretezza del voto. Ovviamente i commenti devono interessare situazioni o personaggi pubblici e rispettare le regole del comportamento civile.

Qui siamo tutti Consiglieri!

19 pensieri riguardo “Se questa è una Democrazia…”

  1. Ve lo chiedo da ignorante. Cosa c’entra il pari e dispari degli assessori con la maggioranza? Se gli assessori sono 5, con il sindaco la giunta arriva a 6. La maggioranza dovrà essere di 4: 3 assessori + il sindaco. E’ così?

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    1. Guardate che le delibere di giunta sono atti di indirizzo. Se non c’è l’accordo non le fanno proprio.
      Quindi non dite cazzate
      E poi secondo voi luigi mette in giunta persone che non alzano la mano e basta?
      Farà un consiglio e una giunta con 15 yes men.
      Quindi amen

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  2. Secondo voi chi ha fatto il pieno di voti perchè ha molti amici oppure ha una famiglia numerosa o magari perchè ha più capacità di altri nel promettere piccoli favori rappresenta la Democrazia?
    Risposta: sì per me la rappresenta. Abbiamo votato da poco. Che fai, per cinque anni ti interroghi su questo? Se avesse vinto Perrino lo faresti? Perché non ti chiedi se caso mai hai sbagliato tutto proprio tu?

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    1. Caro amico del “si, mi rappresenta”, quella di cui vai fiero non è democrazia, alcuni secoli fa si chiamava feudalesimo, poi mutò in mafia, adesso pare si appelli lobbysmo; tutto legittimo ovviamente ma per favore lascia stare la Democrazia, il governo del popolo…di tutto il popolo o almeno nel suo eslusivo interesse. Lo dicevo io, a queste condizioni, tutto e’ perduto….manca la base, e poi non c’ho l’elmetto (A.Venditti, 1978 ca.)

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      1. La democrazia sostanziale è opinabile. Quella formale, basata sui numeri, è più precisa. Se un voto non piace, non significa che non sia democratico. E’ la rabbia di aver perso che le fa usare le parole feudalesimo, mafia, lobbysmo. Non le sfiora la mente il fatto che il suo schieramento fosse inadeguato? E per finire le faccio una confidenza: io non ho votato Caroli.

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        1. E’ opportuno preventivamente evidenziare una circostanza: Non sono minimamente interessato alle faide paesane che sembrano invece appassionare tanto gli indigeni; non ho perso nulla e faccio vanto di pensiero indipendente ancorché fortemente critico.
          Nel merito, mentre ancora mi arrovello per dare un senso alla nebulosa distinzione tra democrazie (sic) testé propinata, sento come mio dovere ulteriormente esemplificare il concetto: Il voto democratico rappresenta uma manifestazione di fiducia verso l’eligendo che a sua volta si impegna a seguire una certa linea politica durante il suo mandato, questo ovviamente nella città di Utopia, ma tant’è, e’ il meglio che sinora e’ stato escogitato.
          Diversamente, il servo della gleba si affidava, o nr era sopraffatto, al Signore del Castello per ottenere protezione, pane, poco, e tante umiliazioni. Poi qualche altro lavorante tempo dopo, con lo Stato latitante o connivente, pensò bene, o gliene diedero motivo di farlo, di affidarsi al Mammasantissima Locale per ottenerne protezione, pane, poco, e tante umiliazioni.
          Ancora qualche tempo dopo, il proletario si convinse, o glielo diedero a bere, ad aderire ad un movimento, congrega o partito che perseguiva alcuni obiettivi, anche in danno di altri; ovviamente il proletario, fuori dal gioco vero, cercava protezione, pane, poco, e tante umiliazioni otteneva.
          Non posso qui riassumere la storia dell’umanità più spicciola ma una osservazione e’ d’uopo: la plebe, in senso buono, e’ da sempre affascinata e circuita dal potere, la democrazia, mi sto ormai convincendo, e’ una finzione e lo sarà finché gli interessi meschini e di sopravvivenza continueranno a prevalere sulla Politica.
          Forse oggi sono un tantino lirico, perdonatemi.
          P.S. Ogni riferimento ai fatti di QUESTO borgo e’ puramente casuale, non ricominciamo con la storia della rabbia, che lo schieramento etc…

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  3. Se votiamo il parente o colui che ci potrebbe fare un favore… siamo noi che nn vogliamo la democrazia. .. siamo noi che vediamo la politica come un interesse del privato nello sfruttare più che nel gestire la cosa pubblica… quando sceglieremo i nostri rappresentanti in base alle loro idee avremo raggiunto ciò che fu votato il 2 giugno del 46… ma credo che stiamo allontanando…

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  4. In effetti caro Diavoletto, la circolare 2915 del 18/2/2011 Direzione Centrale UTG e Autonomia Locali del Ministero degli Interni assegna ai comuni con più di 10.000 abitanti e meno di 30.000 cinque assessori. Tuttavia mi chiedo questo come sia conciliabile con l’art.43 dello Statuto comunale che al punto 2 recita …le decisioni di Giunta sono assunte a maggioranza. Ne’ mi pare applicabile la circostanza prevista nel prosieguo dell’art.43 che il voto del Sindaco sia prevalente, poiché sembra davvero una norma incostituzionale! Un pasticcio quindi che mi pare sia stato sollevato anche dalla Commissione Statuto della passata consiliatura, senza alcuna soluzione . Vedremo, anche perché come si suol dire…non succede…ma se succede, poi sono guai. Immagina, infatti, che per un determinato atto, magari comportante impegni di spesa, un terzo si ritenesse leso e quindi ricorresse alla magistratura civile o amministrativa, eccependo sulla composizione numerica della Giunta e se i giudici dessero ragione a questo terzo, quali danni si potrebbero arrecare alla collettività. Ripeto…non succede…ma se succede…!!!!

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  5. Potremmo proporre allora quale forma di stato la Jamāhīriyya in chiave cattolica, in tal senso il libro verde è esplicativo…tanto un nuovo Mu’ammar ce l’abbiamo già!!!

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    1. E perché no? Corro subito ad acquistare alcuni hijhab per le mie donne e poi aggiorno lo pseudonimo in Abu Nabil.
      ***** o’ akbar!! Dove ho messo la sciabola?

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  6. Carissimo Diavoletto, visto che si parla di consiglieri, scrivo a proprostito di …assessori! La riduzione dei componenti degli organi istituzionali prevista delle recenti normative in materia di contenimento della spesa pubblica, ha determinato per la nostra comunità che il Consiglio comunale sia composto da 16 consiglieri più il Sindaqco. Di conseguenza anche il numero degli assessori è proporzionalmente ridotto. Visto il proliferare di candidature mi chiedo come sarà possibile…quadrare il cerchio, tenuto conto che la Giunta come tutti gli organismi rappresentativi deve essere composta in numero dispari, non potendosi ovviamente determinare una situazione di stallo in caso di numero pari tra i propri componenti. Quindi, fatto un rapido calcolo, la nostra giunta potrà essere composta da quattro assessori più il sindaco, un po’ pochino per i circa 20 aspiranti alla carica assessorile, anche per l’esigenza di recuperare i tanti che sono fuori dalla attuale composizione del Consiglio.
    Sarà una fase molto divertente dal punto di vista politico!

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        1. Quindi 2 consiglieri e 2 assessesori dall’idea comune, un consigliere e 1 assessore dall ncd, 2 assessori e 3 consiglieri da io sto con caroli…..
          e le altre liste?
          Recupera Locorotondo?
          Ummm mm
          Mi sa che ne hai indovinato 2 su 5

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  7. Mi pare riduttivo sostenere che se uno prende pochi voti e’ espressione di democrazia, se invece ne prende tanti c’e’ del marcio in Danimarca. Soprattutto nello specifico di una tornata elettorale amministrativa

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