Caro Ciro ti scrivo, così mi distraggo un po’


… e siccome sei molto lontano (politicamente) più forte ti scriverò.

Non può che rallegrarci la notizia di un possibile ripescaggio del nostro concittadino Ciro Argese. Abbiamo la necessità di una rappresentanza a livello Regionale.

Comunque, avevo preparato un’analisi shock del risultato elettorale nonchè ipotizzato fantascientifici scenari futuri. A fra poco.

Quagliariello

Arriva da Ceglie Messapica la notizia che potrebbe infrangere un sogno che i manduriani attendevano da 44 anni: quello di essere finalmente riusciti a portare un proprio rappresentante, Luigi Morgante, nel Consiglio regionale. Il candidato della lista Schittulli della circoscrizione di Brindisi, Ciro Argese, cegliese, sta predisponendo le carte per un ricorso da presentare alla Corte d’Appello di Bari che scompiglierebbe la ripartizione dei seggi nelle province a discapito del manduriano Morgante. Forte dei suoi 2.933 voti di preferenza contro i 2.087 di Morgante, il politico di Ceglie Messapica non contesterà la provvisoria elezione del suo collega di lista, ma i criteri di suddivisione dei seggi così come è stata fatta dalla Prefettura di Bari. Il cegliese ha le idee molto chiare in proposito. «Non voglio fare torti a nessuno, tantomeno essere causa di delusioni per qualcuno che nemmeno conosco, voglio solo che si rispetti la legge che in questo caso, per quanto riguarda la mia lista, assegna un posto a Brindisi e non a Taranto». Secondo Argese, in molti sono caduti nell’errore di cantare vittoria troppo in fretta. «Quelle della Prefettura di Bari – spiega – sono solo indicazioni provvisorie perché la nomina ufficiale uscirà solo dalla Corte d’Appello di Bari e cui noi abbiamo chiesto di esprimersi in fretta altrimenti non potremo fare ricorso». Luigi Morgante si dice tranquillo. «Facessero quello che credono sia un loro diritto, anche noi abbiamo fatto i nostri calcoli che ci dicono esattamente il contrario», dichiara Morgante con ostentata sicurezza. (Fonte)

21 pensieri su “Caro Ciro ti scrivo, così mi distraggo un po’”

    1. e quindi?
      sono fuori dal consiglio, sono fuori da tutto…
      che devono fare?
      abbaiano alla luna!
      a casa!
      w caroli. tienili a casa. andiamo avanti con epifani.

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  1. Cari cegliesi lettori di quanto si scrive in questo spazio di libertà che si chiama Diavoleggo, dopo aver rispettato la consegna di non intervenire nella contesa politico-amministrativa, eccomi di nuovo a Voi, per la gioia di pochi e la rabbia, forse l’odio di tanti! Ai primi un caloroso ben trovati mentre ai secondi purtroppo devo comunicare che i prossimi cinque anni saranno assai duri per loro, perché è intenzione di questo…spirito, essere sempre presente e costituire la vera coscienza critica della Città, nonché il fustigatore di quanti hanno chiesto il voto a cittadini ignari e a volte complici di ogni possibile nefandezza, così come si é appalesato nei giorni scorsi. Toccherà alla Magistratura, verificare che le tante voci di paese su voti di scambio e clientelismi vari, tra cui si dice, pacchetti di voti spostati non si capisce bene con quali mezzi o mezzucci, siano vere o frutto di maldicenze e malignità varie. In tutta la mia vita di amministratore pubblico ho sempre avuto comportamenti onesti e lineari, tanto da pagare un duro prezzo sul piano professionale ma ho sempre avuto fiducia nella Magistratura! Con un certo fastidio ho registrato che più di un candidato ha tentato di strumentalizzare la mia figura per acquisire meriti agli occhi degli elettori; é stato uno sforzo inutile. Di quello che ho fatto per questa città nessuno si ricorda, ma quello che é più grave é il fatto che nessuno abbia mai cercato nei 130 anni circa che sono trascorsi dalla mia morte di non dico emularmi ma almeno imitarmi.
    Veniamo alla prima questione, direi la prima puntato del romanzo d’appendice che scriveremo insieme in questi cinque anni.
    Dalla mia posizione privilegiata, sulla torre del castello, vedo il Sindaco (sic!) e i suoi attaché andare in giro tronfi del fatto che loro hanno il consenso dei cegliesi, perché il 60% ha votato a loro favore. La Democrazia é una gran bella cosa perché si basa sui numeri e i numeri non mentono mai…o quasi mai; infatti, a questa teoria c’è un limite e cioé i numeri bisogna saperli leggere. Caroli ha ottenuto 7471 voti su un totale di cegliesi che avevano diritto al voto, cioé costituiscono il corpo elettorale, i padroni di Ceglie, di 19055 elettrici ed elettori. Ergo, se la matematica non é un opinione, circa il 39% dei cegliesi sostiene Caroli, perché tra i contrari vanno considerati anche coloro che per disgusto o per calcolo non hanno voluto votare o hanno annullato la scheda. Dunque due cegliesi su tre non approvano affatto quanto fa il mio giovane successore. Consiglio quindi fortemente maggiore cautela, meno arroganza e sopratutto uno sforzo enorme per essere finalmente il Sindaco di tutti e non solo di una parte o peggio di una fazione. Caro Sindaco, se veramente vuoi passare alla storia della nostra grande Ceglie, rotatorie, asfaltature, strisce pedonali, ecc. non saranno sufficienti; dovrai dimostrare di amare la città e questo accadrà solo quando tratterai allo stesso modo amici e avversari. Diversamente sarai condannato all’oblio!

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  2. Per rilassarsi un po’: su facebook leggevo un dubbio posto da un’associazione locale:
    DOMANDE/ ma che cosa avevano da festeggiare l’altra sera i giovani cegliesi con trombette e caroselli d’auto e sberleffi,frizzi e lazzi? Capisco che festeggino Caroli e i suoi(non tutti, molti iucculatori sono stati accuratamente trombati) .., ma i giovani? Che cosa ci hanno guadagnato?Sicuro che avessero qualcosa da strombazzare e festeggiare dopo il voto e in relazione al loro futuro? Mah…

    La risposta provate a cercarvela voi stessi, non è molto difficile su’……..

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  3. Caroli bis ancora deve essere proclamato sindaco che i suoi consiglieri eletti già pretendono poltrone. Tutti vogliono essere presidenti del consiglio ed il posto è uno, che per meriti e preparazione non può non andare che all’ avv. Cesare Epifani. La Leporale resta in consiglio per non far diventare Locorotondo consigliere. A questo punto il sindaco farebbe bene a scegliere la sua giunta all’esterno dato che comunque non vi è alcuna preparazione adeguata dei suoi oltre 100 candidati alla carica di consigliere.
    Caroli hai vinto, però per te più nulla sarà facile, i tuoi ti odiano le opposizioni lo stesso, sei rimasto solo.

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    1. meriti e preparazione di che?!? Certo che a Ceglie stiamo proprio male se pensiamo che uno come l’avvocato francavillese ad honorem può rappresentare la collettività…o pensate che 300 voti rappresentino la collettività?!?

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  4. Chi ha perso su tutti i fronti…..
    è stato l’ufficio elettorale.
    Che casino!
    Non ha funzionato NULLA.
    Ai seggi casini vari, agli scrutini peggio ancora, sui voti poi un sacco di ricorsi, sul sito nessun dato.
    Ma se il responsabile si preoccupare di fare le foto come può funzionare?

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  5. ho visto l’intervista al sindaco. butta le mani avanti, ha fatto capire che soldi non ce ce sono più. vedremo…comunque qualche cosa *** si sta delineando. Luigi tra un anno sarà dimenticato da quegli stessi che ora lo osannano

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    1. Che dire su Roma capitale: solo SCHIFO! Sono di Ceglie e vivo a Roma da un pò; ormai è diventata una città in degrado, un centro accoglienza zingari. Non sono razzista ma, credetemi, si è arrivati al punto che a Roma hanno più diritti loro degli italiani. Un esempio banale è l’abbonamento dell’autobus: a loro lo offre il municipio, noi anche se guadagnamo 1000 all’anno dobbiamo pagarlo comunque. All’ inizio non capivo le ragioni di questa disparità di trattamento ma dopo lo scandalo di Mafia Capitale ( capitolo I) è stato tutto più chiaro. C’è un giro di soldi non indifferente attorno agli zingari: qui ci si preoccupa tanto di come sistemare i campi rom e non come aiutare gli italiani che sono senza un tetto. Povera Italia, che fine faremo?

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      1. “Non sono razzista, ma…” : tipica espressione con cui inizia la frase un razzista @itsfoolproof
        “Non ho nulla contro i gay, ma…”: tipica espressione con cui inizia la frase un omofobo

        E il fatto di vivere a Roma e’ un’aggravante, dato che avrebbe dovuto aprirti la mente.

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        1. Caro Rrs sappi che sono di larghe vedute e quasi tutti miei amici di Roma sono gay e lavoro con gente di diverse nazionalità! Solo che vorrei far vivere te qui e poi ne potremmo riparlare! Non è bellissimo parcheggiare la macchina al parcheggio con le strisce bianche ( quindi gratuito), trovarti il rom che ti chiede i soldi che per principio non dai e trovarti tutta la macchina graffiata!!!!!!! Inoltre ci abbiamo discusso e la tipa ha avuto il coraggio di dirci che l’abbiamo menata (non abbiamo alzato nemmeno un dito).Sai come si chiama quella: estorsione! Oppure se sei alla stazione per farti il biglietto e ti trovi il rom accanto che ti vuole rubare il portafoglio, dici di andarsene e ti vuole menare! Questo non significa essere razzisti ma consapevoli del fatto che siamo in un periodo di crisi e quindi, come altri paesi del mondo, bisognerebbe sistemare prima gli italiani e poi dare spazio agli altri! Così invece si da solo spazio alla criminalità perché c’è tanta gente e il nostro paese non ha nulla da offrire. Fidati che questo fenomeno si avverte di più nelle grandi città che nei paesi piccoli!

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          1. Rrs dimenticavo che l’anno scorso a mezzanotte, la gente che tanto difendi, hanno suonato a casa mia con tanto di valigie, forzando la porta perché volevano occupare casa! Ti sembra normale questo?! Il comune di Roma non fa altro che abbassare gli stipendi a quelli come me che lavorano in cooperative per disabili per finanziare le cooperative che dovrebbero occuparsi dei campi rom ( e alla fine si è visto che quei soldi sono andati in altre direzioni)!Quindi prima di giudicare informati sulle reali situazioni!

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          2. E queste cose le fanno solo i ROM, giusto? A me, che guarda caso ho vissuto a Roma per un po’ di anni nel tranquillo Municipio IX, hanno rubato l’auto e non erano ROM, erano italiani che hanno tentato di fare il gioco del “cavallo di ritorno” (anche questa mi pare si chiami estorsione). Al parcheggio trovavo anch’io gli abusivi, ma dal loro forte accento (non romanesco), posso garantirti che erano “italianissimi”.

            L’unico vero grande male di questo paese si chiama “memoria”: infatti non ne ha affatto. Abbiamo esportato la mafia negli Stati Uniti, la camorra in sud America: non mi pare quindi che tutti gli emigranti italiani fossero (e siano) un popolo di “brava gente” come un famoso film recitava.

            Con cordialita’,
            rrs

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        2. Mi pare giunto il momento di abbandonare l’atteggiamento tipico del “politically correct” ad oltranza; a prescindere dal fenomeno mafioso-delinquenziale “Roma Capitale”, bisogna capire una volta per tutte che quella dei Rom come ceppo etnico proveniente dall’area indo-pakistana, e’ una cultura a se stante che in nulla risulta simile o assimilabile a quella europea o anche a quella mediterranea nord africa e medio oriente inclusi.
          Ciò chiarito storicamente e senza elencare le molteplici particolarità tra cui il nomadismo, la cultura Rom mette loro medesimi in cima alla piramide alimentare, considerando l’ambiente circostante e chi stabilmente lo abita, nient’altro che la risorsa di cui vivere, esaurita la quale si abbandona la locazione per ricominciare altrove.
          In altre parole il furto, la violenza ed il parassitismo e’ parte connaturale del pensiero Rom, niente di più e niente di meno, vivono di questo, da sempre.
          I Rom non si offendono, ve lo assicuro, se gli viene rimarcato questo, del resto non si sente certo in colpa il lupo che scanna l’agnello perché ha fame e deve accudire i cuccioli. Pare che si offendano oggi soltanto i democratici ad oltranza, ignoranti senza speranza e convinti di poter, prima o poi cambiare non il mondo ma addirittura l’Uomo che rimane fatto di carne e sangue prima che di “brainstorming” da gioco di società. Dai Rom così come dalle numerose culture violente per natura, che noi decadenti occidentali ci ostiniamo a voler addirittura “integrare”, ci si deve in qualche modo difendere, quantomeno non facilitandogli ulteriormente gli atti criminali a discapito degli onesti, ed inermi, indigeni.

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