Xylella: microfocolaio ad Oria!

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Xylella fastidiosa: “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur“.

Xyella
Dopo quasi due anni di emergenza affrontati a risorse zero; dopo 10 mesi di monitoraggio di un territorio smisurato, dallo Ionio all’Adriatico, effettuato palmo a palmo grazie alla dedizione di non più di 10 persone; dopo la nomina di comitati su comitati e controcomitati, in cui il problema era soprattutto dosare il numero dei componenti in modo che qualche istituzione (in particolare l’Università di Bari) non risultasse sovrarappresentata; dopo gli “sbroccamenti” di illustri rappresentanti politici e di altri presidenti di associazioni che alla bisogna si scoprono tuttologi, ed agronomi in particolare; dopo tutto ciò … dopo tanto tempo perso, la Xylella è arrivata in Provincia di Brindisi, in un’area densamente popolata di olivi, al confine tra i comuni di Oria e Francavilla Fontana.
E questa sera, l’informazione ufficiale di RAI Tre ha indorato la pillola, parlando di un piccolo “microfocolaio” ad Oria, e di una miracolosa cura sviluppata dall’Università di Bologna… come se fosse già pronta e disponibile. Le cose non stanno esattamente così ed il problema è ben più grave di quanto vogliono far apparire. Se continua questo andazzo, tra non più di due anni la Puglia degli ulivi NON ESISTERA’ PIU!!!
Con buona pace di tutti gli amanti del territorio.

Firmato: Dott. Franco Nigro professore presso l’Università di Bari.

13 pensieri su “Xylella: microfocolaio ad Oria!”

  1. Scusate il fuori tema, ma davvero non posso farne a meno. Siamo arrivati al capolinea. Leggo su Facebook che il vicepresidente della provincia, nonchè consigliere di maggioranza del comune di Ceglie ha accusato l’onerevole Ciracì di “parlare male di Ceglie”. Fino a prova contraria l’onorevole con la sua interrogazione parlamentare accusa l’operato dell’amministrazione comunale e non infanga per nulla la città di Ceglie. Ho potuto notare anche l’assessore alle politiche sociali lasciarsi andare in un post sempre su Facebook dove a suo dire tuttò ciò corrisponde a falsità. Chissà per quale motivo allora il centrosinistra, il centrodestra, i revisori dei conti, il dipartimento della funzione pubblica del consiglio dei ministri dicono tutt’altro. Voi credereste di più a loro oppure ai due che ho elencato prima? Anche chi metterà i pollici in giù a questo post sanno bene che la storia è abbastanza delicata e che riveste una certa gravità, ma per partito preso non potranno fare a meno che giudicare in modo negativo questo post. Di quell’avvocato che ha minacciato in un commento del post dell’assessore di agire per via legali alle presunte calunnie credetemi non so davvero che dire, ma ha letto la nota dei revisori dei conti e quella del dipartimento della funzione pubblica? Resto allibito!

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    1. Il bello è che a quel commento di minaccia hanno messo il “mi piace” anche gli amministratori!!! Ma se vogliono essere credibili perché fare queste scenate? Chi credono di prendere in giro? I cittadini sanno come stanno le cose, onorevole Ciracì, opposizioni tutte, ribelliamoci e mandiamo via queste persone dal municipio!!! Altro che buttare fango come dice il vicepresidente della provincia. Meno male che certi fari si accendono!!!

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  2. Oltre alla xylella fastidiosa c’è la xylella eversiva. Badiamo che se si mettono insieme Salvini e Meloni (20%) e Grillo (20%) arrivano al 40%. Questi possono minare la democrazia. Gli argomenti che usano sono molto simili e spesso ridicoli. Perciò pensiamo pure agli ulivi, ma non perdiamo di vista l’altra xylella.

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  3. Ci sarebbe da presentare un’interrogazione paròamentare per capire quali misure intendono adottare Governo e Regione per evitare che la xylella si propaghi anche al territorio della nostra provincia …. però dobbiamo stare attenti! Infatti, secondo alcuni auterevolissimi amministratori nonché storici locali (vedi bombardamento) le interrogazioni si presentano quando si vuole parlare male di qualcuno o qualcosa e non per capire che sta accadendo e magari mettere rimedio, impedendo di proseguire nello scempio a cui assisitiamoquotidianamente. Niente interrogazione quindi, non sia mai la xylella pensa che abbiamo qualcosa contro di lei; analogamente niente interrogazioni in merito ai femminicidi e alla violenza sulle donne, non sia mai le donne si offendono e ancora guai a chiedere conto dello spreco di denaro pubblico, caso mai i soldi dei contribuenti si risentono e si offendono.
    Vorrei usare una quantità industriale di parolacce per qualificarvi…ma tanto é inutile, siete ridicoli già per come parlate e per gli argomenti che usate!
    V E R G O GN A T E V I !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  4. Chiedo scusa al professore. Ho dimenticato di citare il consiglio delle potature.
    Sarebbe interessante conoscere se nei terreni di Oria interessati dalla xylella siano stati tradotti in pratica i consigli citati.

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  5. Due domande al prof. Nigro.
    La prima riguarda l’area recentemente infettata. Essa è in continuità con le zone infettate del Salento o si tratta di un’isola?
    La seconda. Il professore ci ha già parlato in una conferenza dello sfalcio, delle arature e sconsigliato il diserbo chimico. Che altre precauzioni dobbiamo prendere adesso per evitare che il fenomeno dilaghi a Ceglie?

    Una considerazione è d’obbligo. Il professore evidenzia la perdita di tempo nel definire “comitati e contro-comitati”.
    Aggiungo io che in Italia si fa a gara nel contestare chi prova a velocizzare leggi, riforme e provvedimenti. Uno di questi contestatori è il Presidente della Regione Puglia. La scusa è il rispetto dei pareri degli altri e addirittura della democrazia. Si tratta di pretesti a copertura di lotte politiche interne ed esterne ai partiti. La democrazia è di per sé lenta. Non aggiungiamo altri ostacoli.

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    1. Ciao Angelo e scusa il ritardo. L’area identificata come infetta ad Oria non è in continuità territoriale con aree già infette del Salento. Pertanto, la contaminazione potrebbe essere stata causata da un vettore infetto trasportato da altro “vettore”, oppure da una pianta ornamentale infetta, introdotta in quell’area e che ha, a sua volta, infettato il vettore (Philaenus spumarius). Non sappiamo ancora.
      Le piante giovani risultate infette erano ben curate, potate e tenute sostanzialmente bene. Le adulte, invece, non erano potate di recente.
      Quanto alle precauzioni da prendere, bisogna essere tempestivi e drastici: 1) distruggere immediatamente le piante infette nel focolaio oritano e ridurre la popolazione del vettore; seguire le linee guida emanate dalla regione, consistenti essenzialmente nell’adozione delle buone pratiche agricole. Ogni ritardo gioca contro gli olivi sani e il nostro territorio.
      Franco Nigro

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