Chiedetelo a loro!

A proposito dei commenti anonimi sui blog.

Vi consiglio di seguire la discussione (in parte anonima) relativa al cablaggio. Per i neofiti: o andate a fondo pagina o cliccate sulla nuvoletta in alto a destra. All’interno della nuvoletta è inserito il numero dei commenti. Ebbene, ritenete che questo tipo di comunicazione sia disfattista? Io penso esattamente il contrario, del resto per quale motivo Umberto Eco a volte si firmava La casalinga di Voghera, Craxi diventava Ghino di Tacco ecc.? P.S. stendiamo inoltre un velo pietoso sulla stagione delle lettere anonime.

Il senso spietato del non ritorno

Un maledetto infarto lo ha stroncato oggi pomeriggio. Tommaso aveva cinquantatre anni, era un mio collega ed amico. Condoglianze alla famiglia.Tommaso

 A proposito di odori…

Risulta invece ancora sotto la lente di ingrandimento degli uomini del Noe di Lecce l’azienda agricola salentinada cui proverrebbero i rifiuti di origine animale ritrovati all’interno dell’area di duemila metri quadrati sottoposta a sequestro a Ceglie Messapica, nel brindisino. In seguito alla segnalazione di alcuni cittadini, infatti, i militari hanno effettuato dei controlli nella zona indicata dalla quale provenivano di continuo odori nauseabondi. Continua a leggere qui.

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CEGLIE MESSAPICA. Non passano inosservati quei tagli all’asfalto stradale e quei rattoppi improvvisati dovuti all’interramento dei cavi dell’impianto pubblico di video sorveglianza. Tutti si chiedono: – Ma perchè non hanno usato invece la tecnologia wireless?-.

Già, perchè? Tra l’altro i ponti radio avrebbero potuto veicolare anche il wifi pubbico.

wifi

52 pensieri riguardo “Chiedetelo a loro!”

  1. certo che un bel ripetitore Wi-FI sulla torre del Castello, risolverebbe i miei problemi con i disservizi del mio gestore del cellulare
    dove vado e vado, prendono male, tutti

    dai, su, fatemi mettere un ripetitore sulla torre
    wi-fi area…

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    1. … e il presidio notturno come sarà organizzato? è un sistema per la difesa dei cittadini o per assicurare maggiori entrate per il comune con le multe? un sistema allestito con i soldi stessi dei cittadini?

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  2. Personalmente ritengo la scelta di alcuni gestori di blog di chiudere ai commenti anonimi errata, in quanto porterà a limitare gli interventi e le esperienze a qualche unità di soggetti, con evidente calo delle frequentazioni del blog stesso, ma questo attiene alle scelte legittime del rispettivo titolare del blog. Concettualmente la considero errata in quanto parrebbe far venir meno lo spirito stesso per cui esiste un blog, un luogo di confronto (che a volte puo’ non piacere) in cui tutti possano esprimere la propria opininone o un proprio pensiero. Non per questo chi esprime la propria esperienza in merito ad una discussione sul blog, debba necessariamente metterci la faccia. Per contro, chi decide di affacciarsi ad una vita più o meno pubblica, deve poter essere consapevole dellle possibili critiche, anche forti, di cui puo’ essere oggetto, diversamente non sarà stato certo il suo medico ad ordinarglielo. A questo punto permettetemi una piccola critica. Non vorrei pensare che dietro questo polverone locale che alcuni gestori di blog hanno alzato, ci possa essere la voglia di erigersi ad una condizione di martirio o di salvatore della patria di cui onestamente non ne individuo il significato. Non dimentichiamoci che la società civile non vive dietro il pc e che i frequentatori (non gli accessi) dei blog, permettetemi di dirlo, saranno alcune centinaia di soggetti, cosa ben diversa, in termini di numeri dall’intera popolazione. Pertanto a mio modesto modo di vedere, sarebbe più opportuno che lo stesso gestore del blog si adoperasse da filtro, al momento della pubblicazione, rispetto a quei commenti o considerazioni che possano risultare a prova di “querela morale”. Diamo spazio a tutti coloro che ne hanno voglia (con educazione), di poter esprimere il proprio pensiero, le censure non hanno mai dato buoni frutti.

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      1. sottoscrivo anche io! ovviamente da anonimo!!!
        il limite da non varcare mai nell’anonimato è la volgarità, l’ingiuria e l’offesa.
        il resto ben vengano commenti anonimi che esprimono il libero pensiero.
        come dice sempre il diavoletto, il voto è segreto e quindi anonimo!
        non tutti sono “schierati” pubblicamente e preferiscono non esserlo!
        viva la libertà di pensiero e di commento anonimo.
        grazie diavoletto

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    1. L’opinione la puoi benissimo esprimere, la possibilità di commentare c’è.
      I motivi non sono legati certo a paura dei commenti, figurati, dopo 6 anni di blog, dovrei averne paura ora? Puoi benissimo usare facebook o farti un account gmail senza indicare necessariamente il tuo nome. Nel post ho parlato di “responsabilità”, visto che sei adulto, dovresti sapere cosa sia. Se poi hai paura del confronto e che si sappia come la pensi, mi spiace. La palude del fango anonimo mi ha sinceramente stancato.

      Il confronto deve essere ad armi pari.
      Personalmente non mi confronterò più con chi ha paura di confrontarsi alla luce del sole e si nasconde. Lamentati pure, mi interessa poco. Ognuno decide la gestione della propria casa, se non la si gradisce non è obbligatorio citofonare.
      Vediamo come va questo esperimento, per ora sta andando bene.

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      1. è vero che a casa tua puoi fare quello che vuoi, ma è pur verto che rischi di parlare con te stesso. ci hai provato altre volte, ma hai dovuto fare marcia indietro. credo che la tua decisione sia legata al tuo impegno diretto in politica

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      2. Permettetemi di ritenere il commento del gestore del blog censorio particolarmente unto di saccenza. In buona sostanza egli sostiene che quello è il suo blog e le regole le detta lui e fin qui nulla da obiettare. Nel momento in cui pero’ lo stesso intende proporsi quale veicolo di sentimenti ed espressioni tendenti a voler costruire una veduta politica in questo paese, non puo’ non riconoscere il significato e la valenza degli umori della gente, anche anonimi, che dovranno servire a coloro che decidono di occuparsi della vita pubblica, di tenerne conto nell’impegno che gli stessi assumono. La critica, anche aspra, deve essere intesa quale metro per misurare la responsabilità che si addossa chi ambisce alla gestione della “cosa pubblica”. Diversamente nemmeno la segretezza del voto sarebbe più un valore costituzionalmente garantito. Io quando entro nell’urna non devo apporre la mia firma sulla scheda, per fortuna. Con le dovute premesse della buona educazione e della correttezza del vivere, concordo e sostengo la linea de Il Diavoletto di voler dar voce ai commenti anonimi.

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        1. Vedi, gentile anonimo, la questione che hai posto è malposta. E ti spiego.
          1) Intanto sul blog la possibilità di commentare con un profilo di vari gestori o attraverso Facebook non è sottoposta a moderazione, chiunque può scrivere ciò che vuole. La moderazione invece era (ome negli altri blog) per i commenti anonimi (dove è il gestore che decide, a suo giudizio, cosa pubblicare e cosa no). La domanda te la faccio io: quale dei due sistemi pensi sia più “censorio”?
          2) Il mio profilo Fb dove quotidianamente (soprattutto a commento dei post del blog linkati) ci sono lunghe discussioni conta su 3.298 amici che non hanno alcun problema a scrivere la propria idea, anche criticando quello che scrivo. ma è un confronto vero, bello e serrato. Il blog è solo il punto di partenza per una discussione aperta. Di fronte a tutto questo il problema degli anonimi (che sono più o meno sempre gli stessi affezionati sui blog per farsi le guerre personali) credo sia relativa. Alla quantità preferisco la qualità della discussione. La scorsa settimana un post su FB sui modi di dire cegliesi è stato commentato da circa 400 persone, da cui è nato un post sul blog. Persone vere non avatar anonimi.
          3) Ribadisco, come sta già avvenendo, che il blog resta aperto a qualuqnue segnalazione (anche in forma privata) di qualunque situazione locale si voglia porre all’attenzione dei lettori (che stanno continuando a leggere il blog anche senza commenti anonimi, anzi molti di loro hanno apprezzzato questa scelta, non facile ma seria).
          A presto.

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          1. Gent.mo gestore, credo che la risposta a tutto l’ha esternata direttamente lei. Diciamo le cose come stanno, si è voluto alzare un polverone al fine di poter misurare la valenza del proprio spessore politico attraverso il veicolo del blog. Una trovata sicuramente interessante sul piano del marketing, meno condivisibile, a mio modesto avviso, circa la libertà di chi, stando fuori dalla scena politica, ha voglia di commentare o criticarne il relativo operato. Ad ogni modo le auguro buon lavoro.

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      3. Mi piace il pensiero di Francesco perchè quando ci si deve confrontare è affermare su terzi, è giusto che le parti abbiano pari possibilità “a Ceglie si dice: tutti sanno fare scopa a 5”, la regolamentazione educativa non è stata imposta ma richiesta dagli incivili.

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  3. Perdonatemi tutti ma mi tocca intervenire in merito al sistema di videosorveglianza.
    Forse non ci si sta rendendo conto che, ultimamente, ogni volta che il comune
    attua un qualsiasi lavoro (anche il più banale) IMMEDIATAMENTE DOPO,
    spuntano come funghi, commenti a favore e possibilmente di gente esperta (dicasi)
    magari e per lo più ad inviar “faccine” con gli sms.
    Guarda caso però, si tratta sempre di amici, o con anche se lontani, con legami di parentela con gli addetti ai lavori.
    Quindi, carissimi tutti…, invece che AUTOCOSTRUIRVI l’aureola, smettetela e non fateci più ridere per poi piangere.

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  4. ecco è arrivato quello che mette due tre sigle e crede che chi lo legge faccia ohhhh…
    partiamo con il presupposto che la concezione di wireless shared è obsoleto con i differenti algoritmi e protocolli dedicati nei sistemi wireless
    quando parli di scaricare un film, parli di home wireless e non mi sembra il caso di mischiare e fare confusione, puoi continuare a farlo a casa tua, ma nei sistemi di videosorveglianza con una solida architettura questo problema non c’è
    le interferenze di cui parli le trovi sempre sui sistemi home infatti parli di interferenze con l’allarme; i sistemi di supervisioni all’interno di treni, vedi metropolitane, collegati con la centrale hanno problemi di interferenze? Secondo te sono cablati?
    Tralasciamo il concetto di crescita di access point in quanto una banale architettura a stella risolve problemi di maglia o altro
    Ma tutta questa diatriba sull’architettura o sulla scelta o meno di soluzioni ottimali mi sembra comunque un falso problema visto che comunque qui si parla di uno sventramento di un paese quando da poco tempo c’è stato il rifacimento dell’illuminazione della pubblica e questo è un serio problema. Perché scavare se da poco tempo è stato rifatto il cablaggio della pubblica?
    Pavoneggiarsi citando sigle a destra e a sinistra cercando un consenso e non si capisce a quale fine, su un progetto che ha due anni di ritardo e che si porta dietro una serie incredibile di stranezze, devia, credo, lo scopo del presente post.
    cercando di interpretare il concetto del signor diavoletto qui sembra che ancora una volta la direzione di ceglie non è mai “smart”…..
    sarebbe stato belle rendere intelligente il nostro paese….
    http://www.forumpachallenge.it/soluzioni/digital-lighting

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    1. In realtà il commento precedente ha spiegato, argomentando, che il cablaggio terrestre non è assolutamente in contraddizione con le soluzioni “smart” che esistono nelle altre città. Anzi, ne è propedeutico.

      Che poi il progetto sia in ritardo o abbia stranezze quella è solo una questione politica o legata a chi, nella realtà, lo sta mettendo in opera. E su quello nessuno ha espresso giudizi positivi o negativi.

      La discussione era incentrata sul fatto che era stato preferito il cavo all’etere come mezzo di trasmissione. Fuorviante è cogliere l’occasione per “mischiare” dei pareri tecnici con questioni politiche. Puro trolling.

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    2. Sono andato a leggermi il tuo link

      “Digital Lighting) … E’ un sistema di gestione punto-punto per l’illuminazione e per la realizzazione di servizi SmartCity quali: videosorveglianza, hotspot wifi e sensoristica, il tutto in un unico dispositivo. Si basa su un sistema di comunicazione wireless WIFI da 150/300Mbps mesh con gestione avanzata del traffico di rete ed i punti di accesso. Analizza il traffico con i suoi sensori (telecamere, radar, bluetooth, etc.) e decide il livello luminoso idoneo al fine di operare un maggiore risparmio energetico.

      DigitalLighting fornisce prodotti e servizi per rendere intelligente la città, i nostri clienti sono Amministrazioni Pubbliche, Energy Service Company (ESCO), aree residenziali, centri commerciali e grandi spazi in genere. I dipositivi da installare vengono venduti assieme all’accesso ad una piattaforma web per la completa gestione”.

      Basta soffermarsi sul concetto “i nostri clienti” per capire che si tratta di una pubblicità.

      Poi mischi commenti tecnici con allusioni agli scopi politici dell’intervento e con critiche come la contemporaneità degli scavi, cosa auspicabile ma difficile da realizzare.

      La mia conclusione è che dal confronto tra l’intervento di Graziano Leuzzi e il tuo non capisco chi abbia ragione. Quali reali competenze avete entrambi? Siamo perciò al punto di partenza.

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      1. Per quanto mi risulta Graziano lavora a livello dirigenziale con un’azienda multinazionale di settore mentre il sottoscritto conosce abbastanza bene questo territorio. Queste sono le nostre competenze. Le tue invece?

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    3. Continuiamo la discussione, ma evitiamo parole inutili (“pavoneggiare”), non danno contributi.
      Mi piacerebbe anche che tu aggiungessi un nome e cognome, così quando ci incontriamo continuiamo a discutere oppure magari ti porto con me alla ricerca di videosorveglianza wireless che tu citi.
      Se parliamo di wifi, anche l’ultimo standard 802.11ac appena rilasciato prevede la condivisione della banda.
      I grandi sistemi di videosorveglianza nelle metropolitane, ecc. sono tutti cablati, la stessa Ansaldo specializzata nelle realizzazione di grosse opere di questo tipo continua ad utilizzare quella che, a parer non mio ma del mondo intero, continua ad essere l’unica modalità di realizzazione di una rete di videosorveglianza.
      Se tu mi parli di architettura a stella allora capisco che stiamo parlando di cose diverse. La pervasività di una rete wireless che serva una videocamera e tutto l’ambiente circostante non si può realizzare con un’architettura a stella, bensì con architettura mesh (scusa per il termine, ma si chiama così).
      Il fatto che si scavi diverse volte dipende dalla differenza di competenze, lavori, appalti, ecc.. Le aziende partecipano alle gare, le vincono, realizzano le opere, le collaudano e si fanno pagare. Non possono certo aspettare o mettersi d’accordo con altre aziende che operano sullo stesso territorio. Poi ci sono le voci di costi e progetti a bilancio, che non possono essere “mixati”.
      Sul concetto di smart city e tutte le declinazioni se ne può parlare, ma se mi dici chi sei preferisco a voce.
      Concludo dicendo che non cerco consenso, partecipo al dibattito dando il mio contributo, spero apprezzato.

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      1. Anche questo fa parte della NETIQUETTE. Se Graziano commenta firmandosi, mi sembra ovvio che i suoi interlocutori anonimi debbano attenersi al tema evitando sofismi o apprezzamenti gratuiti. Volevo solo specificare ai neofiti di questo blog che normalmente chi si firma acquista più autorevolezza nell’esporre le proprie tesi.

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  5. Complimenti per l’intervento delle 7.39 e poi 11.47, molto competente in materia. Aggiungo alcune cose al tema:
    – il mezzo wireless non è dedicato, è shared, cioè condiviso senza alcuna regola. Faccio un esempio: se qualcuno nella stessa zona di una telecamera scarica un film da 10Gb e prende tutta la banda, si avrà come effetto quello che la videocamera non trasmetterà per X minuti il video alla centrale e quindi al supporto di registrazione;
    – il mezzo wireless è soggetto ad interferenze. Molte soluzioni di antifurto, controllo a distanza od altro utilizzano la banda 2.4 o 5Ghz. Se a casa e di frequente vi capita che la connessione wireless vada e venga, controllate l’allarme del vicino 😉
    – Gli Access Point ad ogni modo dovrebbero essere a vista con la centrale, almeno la radio dedicata al collegamento point-to-point, cosa abbastanza complicata a Ceglie, oppure in architettura Mesh (a maglia), ma in questo caso il numero di AP cresce esponenzialmente.

    Aggiungo che, commercialmente parlando, le telecamere Wifi diventano sempre più rare (Sony ne ha solo una, Cisco, la mia azienda, le ha dismesse, Axis mi sembra sia sulla stessa linea) e questo qualcosa vorrà dire.

    Concludo dicendo che una infrastruttura in fibra di proprietà del comune diventa una risorsa pregiatissima, pensate infatti alla possibilità di aggiungere dei chioschi informativi, dei pannelli informativi digitali, delle soluzioni di smart parking o smart lighiting, eccetera, eccetera, eccetera.

    P.s. Se G.L. sono io, non sono io. Io mi firmo sempre, memorizza nel tuo DB il mio IP 😉

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  6. A Ceglie la tecnologia wireless sarà usata dove l’orografia del terreno lo permette associata e quelli che qualcuno chiama cavi che in realtà sono fibra ottica. Cosi dicono i documenti del bando, qualcuno direbbe carta canta.
    Adesso spiegateci come fate a definire il wireless e la fibra ottica tecnologie obsolete di 10-20 anni fa.
    Mi sembra che questa storia sia solo l’ennesima barzelletta e faccia , in quanto a contenuti, concorrenza alle barzellette della cementificazione del Monterrone e del adesione di Ceglie all’associazione i borghi più belli d’Italia (associazione che per statuto permette l’ingresso a comuni con meno di 15000 abitanti).

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  7. A chi parla di vincoli nel centro storico. …
    Quindi fare degli scavi per interrare un cavo secondo lui si può fare e invece mettere dei piccoli ripetitori, che forniscono acceso wifi free internet a tutti invece non si possono fare.
    Mah. E tenetevi un paese aperto in due, un sistema vecchio ancora prima di iniziare e la possibilità di avere access Point di accesso internet negata. Poi non vi lamentate se gli altri comuni sono avanti anni luce.
    Ad maiora

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    1. Ma… l’oggetto della discussione è l’impianto di videosorveglianza o il fatto che il comune non da connettività internet wireless gratuita ai cittadini?

      Giusto per capire…

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        1. Gent.mo Sig. Diavoletto,
          ce ne sono tanti di modi, tutti con i loro pro e i loro contro. La rete wireless (forse) costa un po’ meno e causa meno disagi nelle strade, ma è meno affidabile e ha bisogno di più manutenzione.

          Se la videosorveglianza deve funzionare con determinate prestazioni la scelta del cavo è la migliore. Se si vuole risparmiare e avere meno rotture per le strade allora basta il wireless. Ma ha senso investire denaro pubblico per realizzare un’infrastruttura tutto sommato fragile e con palesi limiti di performance?

          Secondo me, no.

          Ringraziandoti per lo spazio concesso, ti saluto cordialmente.

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  8. Berlusconi che vende buona parte del suo partito e a Renzi in cambio di continuare a recitare una parte sulla scena politica mi spaventa, per me, per il mio futuro e per il futuro dei miei figli. Pertanto apriamo gli occhi a sostenere soggetti i cui capi si prestano a tali giochi per il loro prestigio….

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    1. Hai ragione: siamo prigionieri di un terzetto unico e raro, uno spegiudicato un () ed un (), e intorno a loro una corte di servi politici e giornalisti ben () e () come (***).
      Le loro emanazioni locali sono come loro, anche se spergiurano il contrario.

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      1. Vuoi la firma per ri-mettere nelle parentesi le parole giuste?
        Prima parentesi pregiudicato (aggiungi pure pluricondannato), parlo del porco di arcore.
        Seconda parentesi vecchio demente.
        Terza e quarta parentesi pagati e pasciuti.
        Quinta ed ultima parentesi maiali all’ingrasso.
        Firmato
        Pietro

        Lo mangeresti un piatto senza un acino di sale? Tu mi togli il sale alla minestra.

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  9. Non vuoi vedere che vediamo le partite in diretta in hd da un continente all’altro e per delle immagini che vengono cmq registrate in locale non è possibile usare il wifi?
    Questo paese non cambierà mai. L’incompetenza e la presunzione regnano sovrani.
    Un impianto che nasce già vecchio.

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  10. Il wireless è una tecnologia troppo fisicamente esposta e vulnerabile per realizzare un impianto di videosorveglianza professionale. Va certamente bene in un contesto domestico, ma non per scopi di pubblica sicurezza.
    Inoltre, avere un flusso video fluido e ben dettagliato (al punto da poter distinguere un volto o un numero di targa) richiede una larghezza di banda non indifferente (e che soprattutto deve essere sempre disponibile, e non condivisa e vincolata ad altri utenti). La scelta della rete su cavo è assolutamente l’unica percorribile.
    Certamente la messa in opera costa di più e crea qualche disagio, ma richiede anche infinatamente meno manutenzione.

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    1. Ma che c…. dici?
      Il riconoscimento delle targhe viene fatto su foto (vedi tutor autostradale o autovelox).non mischiare e poi c’è un algoritmo e normativa a parte.
      Sul wifi, hai mai sentito parlare di wimax, di reti satellitari, di hyperlan con throughput a 25Mbps e bassa sensibilità alle interferenze?
      Presumo di no….
      Cmq fai una semplice ricerca su Google. . Scrivi “banda larga wifi immagini videorveglianza” e ti renderai conto.
      Basta con l’ignoranza e la presunzione.
      Non parlate per sentito dire
      INFORMATEVI E STUDIATE.

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      1. Il problema è che, per l’appunto, tu presumi.

        1) wimax: non mi risulta che in Italia le frequenze siano liberamente utilizzabili. Mi sono forse perso qualcosa?
        2) satellite: necessità di appoggiarsi a un provider esterno e pagare profumatamente un servizio. Economicamente svantaggioso alla lunga e si è sempre soggetti a un terzo.
        3) wireless o “hyperlan” che sia: soggetta a interferenze, condizioni meteo e visibilità diretta tra i ripetitori. Che piaccia o no è così.

        Invece, con il cablaggio terrestre, si realizza un’infrastruttura altamente scalabile, affidabile, riutilizzabile e di proprietà del comune. Una bella differenza.

        Ho comunque preso visione della mappa del progetto: i punti di sorveglianza sono veramente tanti e la tecnologia wireless è di fatto stata utilizzata per collegare i punti più remoti fuori città, evitando così lo scavo di tratte troppo lunghe il cui costo sarebbe stato sproporzionato rispetto all’utilità. Un buon compromesso tra le due tecnologie, quindi, che ha anche il pregio di limitare l’inquinamento elettromagnetico (aspetto secondo me da apprezzare).

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          1. Non posso che provare piacere se a Ceglie, a differenza di tutto il resto del territorio nazionale, le frequenze wimax sono utilizzabili liberamente e non sono assegnate tramite gare d’appalto. Ma guarda un po’ cosa impara dal blog del diavoletto…

            Ah… se ti fossi preso la briga di guardare anche tu la mappa, avresti notato che una buona parte dei cavi sono stati posati in condutture già esistenti.

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  11. Devono aver detto loro che la trasmissione via cavo è più affidabile di quella via etere. Non mi pare però che non di possa fare Wifi.

    Approfitto per segnalare i tempi biblici di Gas di Suez per attivare una fornitura di metano. Pensate che, contattati ll 15 ottobre, ad oggi non vi hanno provveduto ed è passato quasi un mese. Eppure l’allacciamento esiste e le risposte alle richieste sono state quanto mai tempestive.
    La la loro gestione è molto burocratica. Sarà per le procedure del controllo di qualità, sarà per disservizi al loro interno, sta di fatto che procedono step by step invece che in parallelo. Potrebbero infatti chiedere in un’unica richiesta, utilizzando le mail, tutto quanto serve avvertendo che in assenza dei documenti prioritari, la procedura si arresta.
    La conclusione è che i futuri potenziali utenti farebbero bene a servirsi di un altro fornitore.

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  12. mah….. facendo una breve ricerca su google “videosorveglianza sicurezza pon wireless” si trova il mondo…..
    http://www.videosorveglianza.it/wireless.php
    nel link di seguito c’è proprio un progetto wireless identico come quello di ceglie…. quello che invece il nostro tuttofare si è pagato una progettazione di 2.500€ per una tecnologia vecchia di 10 anni.
    http://www.comune.casarano.le.it/documenti/atti/bandi-gara/PON_Videosorveglianza/a-Relazione_generale_e_specialistica.pdf [leggi in particolare pag.23]

    che brutta cosa l’ignoranza…. più ignoranti sono e più presuntuosi sono
    hanno sventrato un intero paese con tecnologia vecchia di 20 anni.

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      1. nel bando revocato ingiustamente e chissà per quali motivi, l’autorità di vigilanza pubblica lo aveva definito assolutamente regolare, la progettazione era messa a gara ed era un bando europeo, vinto dalla Siemens, le altre erano pure ditte internazionali specializzate nel settore di videosorveglianza.
        nella nuova gara la progettazione fatta in casa (e si vede) da chi non ha assolutamente esperienza, hanno partecipato ditte sconosciute nel mondo della videosorveglianza e ha vinto una dittarella di Caserta……
        questa è la verità che fa malissimo al nostro paese!

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      1. Cazzo riporti la voce del popolino se il popolino in qst caso dice stronzate? Se sai anche tu che non si puó fare x quale motivo fai disinformazione? Salutami bernacca

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