Massoni nel Salento: nome, cognome, data di nascita, professione.

 

Ricevo dall’Ex Vice Sindaco Avv. Cesare Epifani la seguente nota.

Non passa giorno che l’incapacità amministrativa del sindaco Caroli non faccia danno all’immagine della nostra amata Ceglie. La mancanza degli chef cegliesi sul palco del Ceglie Food Festival è oramai un caso nazionale riportato con clamore da testate nazionali, giornali on-line e food-blog.

Le giustificazioni addotte dal sindaco e dal suo assessore sono talmente ridicole che citando un famoso blogger: “Sono talmente deboli e miopi e perciò tanto gravi che se Caroli fosse coerente dovrebbe rassegnare le proprie dimissioni, doverose e inevitabili visto che ha depauperato e svilito le risorse locali.” Oltre il danno la beffa di vedere la nostra autorevole concittadina Antonella Ricci, direttrice della scuola di gastronomia esibirsi sul palco di Ostuni, e di altre comunità, invece che nella sua Ceglie. Sarebbe bastato che l’amministrazione comunale avesse organizzato, come ha fatto negli altri anni, una riunione con chef e operatori locali, per trovare un indirizzo comune che poteva evitare questa beffa per la nostra città. A ciò si aggiunge che mentre l’anno scorso abbiamo avuto la possibilità di ascoltare splendide musiche sinfoniche degli allievi locali del Conservatorio, leggo che quest’anno il nostro centro storico medievale e non “ottocentesco” sarà invaso da musica amplificata e urlata tipica da sagre di paese.

Inoltre rappresenta un fatto gravissimo la dimenticanza da parte del sindaco del primo anniversario della scomparsa del nostro compianto dott. Mario Annese, già sindaco e presidente del consiglio comunale della città. Né un fiore, né un manifesto da parte del sindaco e della giunta, nemmeno una parola durante la commemorazione fatta nell’ultima assise comunale dal presidente del consiglio dott. Nicola Ciracì. E’ stata una grave offesa alle nostre istituzioni e la dimostrazione lampante di come siamo in presenza di dilettanti senza alcuna capacità politica e amministrativa.

 

Un’Estate Salentina più sicura che mai grazie all’Arma dei Carabinieri.

Ennesima brillante operazione a difesa della nostra sicurezza.

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In Puglia la Massoneria venne introdotta negli anni 1788-89 dai Principi di San Severo di Napoli; in particolare il primo insediamento sorse a Martina Franca ad opera di due emissari di Padova e Roma; a Taranto comunque si segnalava la presenza di una loggia già dalla metà del ’700. Di questo periodo l’unico nome conosciuto è quello di Filippo Ceci (continua a leggere, clicca qui)

Se clicchi qui puoi consultare e scaricare gli elenchi ufficiali dei massoni italiani. Ovviamente non ci troverai i nomi di Prodi, Monti, Napolitano, Letta ecc. comunque, è un elenco di circa ventimila nomi. Per quanto riguarda la Provincia di Brindisi molti sono di Francavilla Fontana e di San Vito dei Normanni, chissà perchè…

Campa cavallo…

Se aspettiamo loro faremo la fine della baracca di tubi innocenti che giace sotto il torrione del castello di Ceglie Messapica. A nulla sono valse le insistenze di Michele Ciracì storico locale che proprio pochi giorni fa ha dedicato un trattato all’illustre Giuseppe Elia, Sindaco di Ceglie per quasi un trentennio. A questo punto il teatro comunale lo battezziamo noi.  Sabato sarà apposta l’iscrizione virtuale sulla facciata.

Volete saperne di più su Giuseppe Elia? Il libro lo trovate anche in edicola.

“…La fondazione di nuovi quartieri, unitamente alla realizzazione di strade in­terne ed esterne crearono le premesse per L’urbanizzazione dell’area compresa tra la restante vecchia cin­ta muraria e le nuove zone dove si intendeva espan­dere l’abitato, con l’aper­tura di attività produttive e commerciali racchiuse nelle adiacenze di Piazza della Croce (oggi PiazzaPlebiscito), la Corsea (Cor­so Garibaldi) e di via San Rocco. Dopo il 1862 si prepararono piani particolareggiati per l’utilizzo delle aree risultanti dalla demolizione delle mura e, nel 1869, si predispose un Piano Regolatore Generale, rimasto ancora oggi l’unico di cui Ceglie si sia mai dotata (Deliberazione Consiglio Comunale 1869). Negli anni 1870/72 predispose un regolamento edilizio (Archivio di Stato di Lecce- Prefettura Serie II – Busta 15, fs.3). Negli anni seguenti preparò un nuovo e più aggiornato Piano Regolatore della città che fu realizzato dal figlio Francesco nel 1896 (Archivio di Stato di Lecce – Prefettura, Serie II, vers. III, busta l5, fs.193) Sul finire degli anni ’80 dell’Ottocento arrivò il momento di insediare sul territorio strutture di grande rilievo e creare gli spazi per tracciare le strade della circonvallazione esterna, lungo l’anello che partendo da Piazza della Croce attraversava via Muri per ri­congiungersi con la via per Martina Franca. Inoltre, si costruiscono strade vicinali e arterie campestri di rilevante interesse economico-sociale, disci­plinate dal D.L. del 1 settembre 1818, n.1446 e dalla legge 20 marzo 1865, n. 2248, che denominava “vicinali” quelle vie che precedentemente erano chiamate private, soggette a pubbliche servitù, altrimenti dette consortili, perché mantenute da un’assemblea di utenti, normativa che venne appli­cata integralmente solo a partire dal 17 aprile 1925. (Continua qua sotto).

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Intanto per quanto riguarda la polemica del Ceglie food festival,

stanno mettendo in mezzo anche Padre Pio!

Ho riflettuto a lungo, e soprattutto ho preso visione del programma del Ceglie Food Festival, notando le discrasie. Tuttavia, se c’è qualche aspetto della realtà che io non conosco, attendo con grande curiosità le delucidazioni del caso. Intanto, ho apprezzato la citazione di Padre Pio, perché ci apre il cuore alla verità, ma nel commento non mi pare di leggere nulla di nuovo rispetto a quanto è stato scritto in questi giorni. Se sa qualcosa che noialtri ignoriamo è bene scrivere e rendere a conoscenza di realtà che si ignorano. Una certezza però esiste: ad oggi, nessuno può concretamente negare l’insensatezza di quanto accaduto: l’aver organizzato un festival a favore di un territorio specifico – e tra l’altro con danaro della collettività, non di privati liberi sostenitori dell’iniziativa – e, paradossalmente, in tutta questa operazione, si tengono addirittura fuori gli artefici del successo di una cittadina che ha fondato la propria fama proprio sugli esclusi dal festival. – (Continua qui)

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