A Villa Castelli sono affranti,

Ben venga qualsiasi iniziativa che serva a dare lustro e rivalutare il nostro territorio però porca miseria, affidiamoci nelle mani di qualcuno che conosca almeno il nostro territorio! BORGO OTTOCENTESCO (?) COL CAVOLO!

GIU’ DAL PALCO. Ma proprio adesso che il festival rivendica già dal nome e con sfacciato orgoglio di campanile quel primato tutto autoctono della buona tavola, gli chef cegliesi restano giù dal palco. Non ci sarà la chef stellata Antonella Ricci de Al fornello, non ci sarà Cibus, non ci saranno La Fontanina né il ristorante Da Gino, non ci sarà nemmeno una delle piccole osterie e le bracerie che fanno di Ceglie quel che è “terra di gastronomia” con una delle più alte concentrazioni di ristoranti segnalati, consigliati, recensiti nelle guide di settore, non solo italiane. Come se si facesse  Festa a Vico senza Gennaro Esposito o il festival delle olive senza la coratina. O la cena di Trimalcione senza Trimalcione. Solo le poesie d’amore si possono scrivere in assenza dell’amata. SONIA GIOIA Su Repubblica.it (continua qui)

A Villa Castelli sono affranti,

ma io personalmente sono felice!

San Rocco avrà un nuovo Parroco: Don Lorenzo Elia!

E se accadesse anche a Ceglie?

Nina Zilli la scorsa notte a Torre Regina Elena ha abbandonato ad un tratto lo spettacolo per colpa del suo microfono che faceva le bizze. Attimi di panico seguiti da un’incredibile improvvisazione dei suoi musicisti tra cui uno straordinario Fabrizio Bosso. Dopo dieci minuti si è sistemato tutto, Nina ha chiesto scusa e ha detto che mai e poi mai avrebbe abbandonato definitivamente il palco. Il concerto è stato MERAVIGLIOSO!

E se accadesse a Ceglie?

Si, se putacaso Simona Molinari si raffreddasse o avesse un attacco d’asma? Se il pullmino degli Stadio forasse al ritorno della loro fantastica tournee che ha toccato luoghi memorabili quali Villa Castelli e San Pancrazio Salentino? Cosa succederebbe considerato che SONO STATE EROGATE COSPICUE  ANTICIPAZIONI? Chi garantisce?

P.s. Il biglietto per il concerto di Nina Zilli costava 15 euro. l’Estate Cegliese mi costerà almeno dieci volte di più.

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Le guerre suicide dei politici locali mentre turismo ed economia soffrono.

Di Marcello Orlandini.

Tra l’altro Marcello Orlandini è direttore di Brindisi Report giornale online sul quale scrive Roberta Grassi ingiustamente offesa nella sua professionalità quando ha lucidamente trattato l’argomento: Estate Cegliese.

La prima vicenda ci porta in collina, a Ceglie Messapica, cittadina con grandi risorse ambientali e culturali alla quale negli ultimi due o tre anni per ragioni politiche era stato imposto un percorso autonomista per la propria promozione turistica. Ricordate la guerra con Ostuni e con l’amministrazione provinciale gestione Ferrarese sulla Fondazione per la Dieta mediterranea? Ricordate il distacco dal carrozzone “Filia Solis” alla Bit di Milano? Tutto frutto della contrapposizione profonda tra Pdl e Massimo Ferrarese, sulla testa (va detto) del molto più ragionevole ed equilibrato parere dei ristoratori ed albergatori della città, che personalmente trovo molto bella e meritevole di migliore destino. Continua qui.

Tonino non c’è più.

Foto tratta dal blog Cronache e Cronachette