Trova le differenze.

“…La fondazione di nuovi quartieri, unitamente alla realizzazione di strade in­terne ed esterne crearono le premesse per L’urbanizzazione dell’area compresa tra la restante vecchia cin­ta muraria e le nuove zone dove si intendeva espan­dere l’abitato, con l’aper­tura di attività produttive e commerciali racchiuse nelle adiacenze di Piazza della Croce (oggi PiazzaPlebiscito), la Corsea (Cor­so Garibaldi) e di via San Rocco. Dopo il 1862 si prepararono piani particolareggiati per l’utilizzo delle aree risultanti dalla demolizione delle mura e, nel 1869, si predispose un Piano Regolatore Generale, rimasto ancora oggi l’unico di cui Ceglie si sia mai dotata (Deliberazione Consiglio Comunale 1869)… (Continuo fra un po’).

Cent’anni dopo!

Non siamo migliorati.

Ora la vista del convento delle suore Domenicane è occultato da quell’orribile palazzaccio realizzato nel periodo del potere assoluto democristiano. Il sacco di Ceglie. Il condominio Habitat, un nome, una garanzia,  il rione “sovietico” di Moretto: fredde scatole di cartone allineate, la sede del municipio per colpa del quale l’architetto Nespega sconterà almento cent’anni di Purgatorio in più senza dimenticare dello scempio perpetrato nella campagne. A proposito… la Ceglie ottocentesca aveva un regolamento edilizio, la Ceglie del terzo millennio è l’unico Comune in Italia a non avere il PUG.