L’ombelico del mondo

Ore 16,15 RAPINA ALLA POSTA CENTRALE

A CEGLIE MESSAPICA. ERANO IN DUE.

Tutti i particolari da Stefano Menga. Clicca qui

I due soggetti qui rappresentati non c’entrano nulla. Hanno solo posato per Diane Arbus.

Si è concluso questa mattina il meeting di lancio del progetto internazionale IN.C.O.ME.–“International Centre of Mediterranean Gastronomy”, che vede coinvolti il Comune di Ceglie e di Carovigno con il Comune di Metsovo e NEA, l’Agenzia di sviluppo della Grecia Occidentale, in una serie di attività volte a valorizzare i prodotti gastronomici tipici locali, la diffusione di una agricoltura multifunzionale, il sostegno ad un turismo che punti sulla gastronomia del territorio quale risorsa culturale da utilizzare come vantaggio competitivo nel mercato globale.  Il Progetto è finanziato con un budget di 1.339.500,00 nell’ambito del Programma di Cooperazione Territoriale Europea Grecia-Italia 2007-2013.
Il sindaco Caroli ha aperto i lavori ringraziando il vice sindaco di Metsovo, Mr Pappaggelis e Kostas Giotopoulos Direttore dell’Agenzia NEA per essere intervenuti, insieme all’arch. Sacchi, dirigente del Comune di Carovigno.
“Ci riempie di gioia poter avviare finalmente il progetto IN.CO.ME”, ha introdotto il Sindaco, sottolineando il ruolo cruciale che il progetto intende rivestire nel supportare il settore su cui la città di Ceglie vanta una riconosciuta ed apprezzata tradizione, ovvero quello della gastronomia di eccellenza. “Ancora una volta puntiamo sulla gastronomia come risorsa di punta per il turismo sempre più in crescita sul nostro territorio cercando di trasformare la necessaria formazione dei giovani dei territori coinvolti in un elemento di eccellenza”.
I partner greci, intervenuti al Kick off meeting, hanno evidenziato come la cooperazione tra i territori coinvolti possa rappresentare un’importante opportunità di sviluppo che, andando oltreIN.C.O.ME., possa accrescere e rafforzare i momenti di scambio anche ampliando gli ambiti di intervento.

Viviamo nella Terra di Mezzo ovvero, in un piccolo paradiso terrestre e noi cosa facciamo? Ci piangiamo addosso e permettiamo a questi predatori venuti da chissà dove di toglierci anche la dignità. Che senso ha una centrale a carbone qui da noi? E per trasportare il carbone dal nord Europa non dobbiamo utilizzare le navi e quindi consumare petrolio? Una valle dei trulli incantevole qual’è la valle d’Itria è unica. Non esiste niente di simile al mondo. Possibile che non ce ne accorgiamo? Pensiamo ad esempio alla Madonna della Grotta. Dobbiamo aspettare che crolli? Bestemmio se grido ai quattro venti che

LA MADONNA DELLA GROTTA

E’ PATRIMONIO DELL’UMANITA’?

A Ceglie una cripta contesa e la chiesa sta sprofondando

Chi è Alan Christopher Chin? Clicca qui

 

Il flop della Dieta Mediterranea Ostunese

Ci racconta tutto Pino Santoro sul suo blog

vai a trovarlo clicca qui l’articolo è invece questo

Avrei voluto parlarvi anche di questo…

però oggi è rimasto poco spazio

 

10 pensieri riguardo “L’ombelico del mondo”

  1. LA POLITICA!
    Perchè i cittadini ormai la filino poco è cronaca ormai di un ventennio. Mentre in Italia faceva la sua comparsa B, a Ceglie andava al potere un maoista con la sola colpa di non aver mai capito un cazzo di politica e di amministrazione e che ora vede premiata la sua vacuità con una pensione d’oro meritata come quella di tanti politici che non solo cessando dall’incarico mantengono ancora priviligi sussistenti, ma ne reclamano ancora di piu pur avendo portato la nazione al fallimento, col risultato che oggi qualcuno si uccide per colpa loro pechè allo stremo della speranza e della fiducia.
    altro caso di cosa sia diventata la politica è la guerra della dieta : gli amministratori di centro-destra contro i rossi col paradosso che il sindaco intende supportare il settore enogastronomico contro l’associazione Ceglie è, in particolare- alfiere dello stesso settore schierato ancora una volta, sbagliando, con i rossi, che a mangiare (appalti ruberie puttane incapaci amministratori) si stanno scoprendo più famelici e più virtuosi dei destrorsi,
    Una poco invidiabile guerra e poco nobile che dallo schermire delle spade è passata velocemente a quella non meno nobile di forchette e padelle.
    il paradosso è che dichiarano ambedue gli schieramenti di amare la città alla follia e a noi mortali non resta che credergli, almeno fino a quando i buffet delle varie manifestazioni, rimangono gratis, tanto paga sempre pantalone
    non siamo certo alla guerra di don peppone e don camillo, che pure un quartino di vino e una spaghettata aglio e olio la consumavano insieme, ma a lungo andare la faccenda può assumere i contorni del ridicolo con buona pace di rossi e bianchi, non di vini di certo si parla , ma di quelle rappresentaze politiche che a fronte di una crisi spaventosa delle famiglie , pensano che il vero problema è cambiare il vestito ad un partito non immaginando di certo che il problema sono proprio loro che da trentanni ci ammazzano coi loro giochini di potere che , ovviamente, come ogni gioco, ha per premio il finanziamento pubblico ai partiti: miliardi rubati alla nazione da questi scansafatiche, nessuno escluso.
    Toglierli la legittimità politica della rappresentanza , di questo si avrebbe bisogno non andando piu a votare perchè non serve più nel momento in cui a roma c’è il governo nazionale fascio-comunista e nelle realtà locali si scannano gli uni contro gli altri: ma scusate, stiamo scherzando? Siamo impazziti? perchè non un governo unico su tutto il territorio ? Grazie presidente Napolitano: anche lei non ha capito un cazzo e la gente anche per colpa sua si ammazza…ma aggiunge Monti “non siamo a livello della Grecia!!!
    Vero, ce ne mancano ancora poche centinaia in più!
    Siamo ottimisti: ce la faremo!
    a.c.

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  2. uè Piè la casa nel Giardino delle Suore? cosa vuoi che sia rispetto alla Chiesa demolita a Ceglie per “far posto” a quella specie di ospedale che, per ironia della sorte o molto più probabile maledizione dei Cappuccini, neppure abbiamo!.

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  3. A volte vorresti dare riposo alla lingua ed anche al cuore, ma te le tirano.
    Vedi la cronaca di Brindisi del giornale dei “culacchi”.
    Che c’entra con “Madonna della Grotta”? Cosa c’entra il nostro antico santuario con le lagne periodiche dei responsabili della Caritas di Brindisi? Cosa c’è che possa accomunare le due cose?
    Il nesso è “l’interesse”. Il nesso è nella tua domanda: “Bisogna aspettare che crolli (la chiesa della Madonna della Grotta)?”
    Il nesso è qua: a Brindisi, una grande struttura che avrebbe potuto servire alla collettività ed ai poveri, non esclusi i migranti o le opere di carità in genere, fu demolita senza aspettare che crollasse, perché era tanto solida da impedire i disegni dell’egoismo tronfio di qualche prelato e quello finanziario di qualche speculatore. Così fu demolita la casa nel Giardino delle Suore. Spero che gli crolli in testa ciò che stanno costruendo al suo posto.
    Anche a Ceglie, se non c’è un prelato che vi veda un “affare”, sia pure “soltanto” di immagine per se e per la propria “stirpe”, quella chiesa crollerà. Certo, non la si aiuterà a crollare, come è accaduto qui a Brindisi o in casi analoghi, ma alla fine dovrà pur crollare!
    Speriamo nel buon Dio e, in questo caso, nella Santa Vergine Assunta in Cielo!

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  4. Ben detto Diavolè….è un discorso da estendere all’Italia in generale, la nostra vocazione dovrebbe essere turistica e culturale…avevamo questo come eredità e la stiamo sperperando!

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  5. Ogni volta che Sara gli chiedeva dov’era nata, il padre, Tommaso, le rispondeva: “Tu sei nata al centro del mondo ed io e la mamma siamo venuti dagli antipodi per te, per dare la vita alla bimba più bella al mondo!”

    Da “Eclissi”- Il centro del mondo

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    1. Sembrava proprio il Giardino dell’Abbondanza coltivato dal padre di Sara tra i boschi di fragni e di lecci ed i pascoli delle collinette ai piedi di Ceglie, le serre, montecchie, turco,santangelo,montagnole,ferruzzo,facciasquata,moretto, galante, san nicola.
      C’erano alberi con mille frutti diversi. Fichi in quantità, nespole, albicocche, susine, perastri, prugne, uva, arance, mele, pomi, fichi d’India gialli rossi e bianchi e senza ciuffi di spine, cotogne dolci, melegrane, pere, gelsi, fragole, datteri, castagne.
      Sembrava il giardino che avevano da poco lasciato.
      C’erano anche le piante aromatiche di campo e di bosco e tutte le essenze che conoscevano. C’erano tutte vicine le erbe di San Giovanni per i mazzetti dell’amore. Damiano vide con sorpresa che dalle rocce tra mirtilli e more zampillavano rivoletti d’acqua proprio come aveva sempre immaginato. Quando Sara lo raggiunse gli saltò fra le braccia e finirono rotolando fra l’erba verde punteggiata di papaveri, margherite e ciclamini.

      Da “Eclissi”- Il Paradiso

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