Bufale gigantesche

A quanto sembra Nichi Vendola con Toni Matarrelli non condivide più nemmeno gli scherzi. Anche in questo pesce d’aprile infatti delega il suo autista…

Matarrelli e l’autista di Nichi Vendola

insieme come testimoni di nozze.

L’autista dell’onorevole Nichi Vendola, testimone della sposa assieme al consigliere regionale Toni Matarrelli, ha parcheggiato in via Luca Antonio Resta e da via Toma Campi è giunto al castello. Testimoni per lo sposo sono stati il cugino Cosimo Guido e Cosimo Pedio, proprietario del caffè Chantal. Clicca qui per leggere il pesce d’aprile.

Clicca sugli sposi per il pesce d’aprile

I giganti a Oria?

Su Youtube gira “Il video segreto sui lavori al Castello di Oria“. Puoi vederlo cliccando qui. La prima parte è invedibile perchè girata con un telefonino poi invece il misterioso regista ricorda di avere anche una macchina fotografica e ci fa vedere anche tre scheletri di giganti! Tutto è organizzato per insinuare che la proprietà voglia occultare questa straordinaria scoperta!

Osserviamo bene la foto. Il nostro regista non era da solo! Infatti mentre il Signor X scattava furtivamente la foto, il Signor Y puntava dal lato opposto un faro sullo scheletro del gigante. Più che un gigante dovrebbe trattarsi di una gigantessa! Guardate un po’ le ossa del bacino. Immaginatele ricoperte di carne e ciccia. Una gigantessa dal culo enorme! Due femori ben conservati pronti per essere addentati da qualche cane randagio di passaggio che sicuramente si saranno già portati via il braccio destro.

Quest’altro scheletro potremmo chiamarlo il trampoliere. Vivesse oggi lavorerebbe in un circo!

DiaVoyager

Anch’io ho scoperto qualcosa girando in lungo ed in largo la nostra “Terra di Mezzo” ovvero la Valle d’Itria e ve lo racconterò . Intanto osserviamo questa foto. Sembra l’interno di un cono di un nostro trullo ed invece…

invece… siamo ad Harran in Kurdistan. L’ultima capitale dell’Assiria.

La profezia!

Il count down sulla colonna destra è terminato

qualcosa di SCONVOLGENTE  stravolgerà le nostre esistenze

… o quantomeno quelle dei Brindisini.

Vi consiglio di leggere la storia, poi ne riparliamo.