Tabù

Stefano Menga salta il fosso.

No, non pubblica le foto hard delle casalinghe cegliesi… non ora almeno. Però sta violando un tabù. Da qualche giorno infatti, ha iniziato a inserire la pubblicità. Sarebbe interessante iniziare una discussione in merito al ruolo e alla funzione dell’informazione blocal. Vai a fare un salto da Stefano, clicca qui.

Follia? (Da Brindisi Report)

Il nostro è un progetto che parte da lontano. Non è una scelta personale di Rossi che vuole fare il candidato sindaco. Viene da un lavoro di tre anni dei movimenti Medicina democratica, No al carbone, Circolo Valletta, Rinascita Civica Brindisina, alcune donne che hanno animato il comitato se non ora quando. Tutti hanno condotto battaglie importanti per la propria città. E quest’anno abbiamo deciso di unirci e di creare questo spazio comune . Non siamo la classica lista civica formata in occasione delle elezioni, ma è qualcosa di più.

Perché ora?

Perché bisogna rompere il meccanismo della delega, con cui la gente affidano le idee e le proposte ai partiti. Noi vogliamo partecipare attivamente, non vogliamo farci rappresentare ma ci rappresentiamo in prima persona. Il programma parte dalle nostre lotte e può essere sintetizzato partendo da una considerazione: Brindisi in questa fase di crisi mondiale e nazionale vengono al pettine i nodi di una contraddizione profonda, quella di una città altamente industrializzata, con il più grande complesso industriale chimico-energetico, ma ha indicatori sociali bassissimi e una emergenza ambientale e sanitaria da affrontare. Abbiamo 20.000 disoccupati e la Confesercenti che denuncia la chiusura di 750 esercizi commerciali nell’ultimo anno. Come è possibile che una città profonda industrializzata abbia indicatori socio-economici così bassi: evidentemente quel modello di sviluppo calato sulla città ha esaurito la sua forza propulsiva e addirittura sta provocando una regressione.  Continua a leggere

Millecinquecento lire del ‘77.

Con 7000 lire ci compravi un paio di Super Rifle, con 11.000  i mitici 501 della Levis. Il rito delle robe americane. Ci davamo appuntamento per la domenica mattina all’alba, si andava al mercato. Le robe americane erano nella parte bassa di Corso Verdi e nella stradina interna di via Mercadante. C’erano Buttiglj‘, Lì Cicàl e poi i mercanti francavillesi. Con cinquecento lire acquistai una giacca di camoscio; ne bastavano duecento per una camicia militare. Ero contento, in questo modo mi sentivo autosufficiente eppure, per il mio vizio i soldi li spendevo.

Il mio vizio era…. il sogno! 1500 sudatissime lire per guardare estasiato su Alter Alter le storie di Sergio Toppi, le donne di Milo Manara, le tinte violente di Filippo Scozzari ma sopratutto i mondi fantastici di Moebius. Da ieri Moebius è tornato nella sua dimensione. Gli devo molto.