
Ladro solitario in cerca di notorietà
A quanto sembra dove c’è Stefano Menga immancabilmente accade un fatto di cronaca. E’ accaduto anche oggi. Rapina a mano armata ad una banca a Ceglie Messapica ubicata di fronte al negozio di autoricambi gestito da Stefano. Leggi tutto.
Nuovi traguardi
Purtroppo la piattaforma Splinder stava collassando. Era stata ceduta al gruppo Dada che in un’ottica di razionalizzazione e dismissioni ha cancellato un pezzo di storia della rete blocal. E’ un vero peccato. Comunque i cinque anni del Diavoletto sono stati salvati e stanno per ritornare in rete.
The show must go on … tra l’altro questa nuova piattaforma ovvero wordpress, è garanzia di professionalità e vedendo la quantità degli accessi posso dire che forse… è meglio così.

Proseguiamo.
- Ciao maestro Martino, come va? -
Frase fatta. Si dice sempre così quando s’incontra un conoscente. Da noi gli artigiani si chiamano Maestri. E lui è stato un bravo intonachista. Fresco fresco di pensione.
- Come vuoi che vada? -
Non avevo carpito lo sguardo assente, la voce sommessa, il dolore trattenuto con orgoglio.
- Mia moglie è morta di tumore un mese fa.-
Avrei dovuto saperlo. So tutto del paesino!
Avrei dovuto sapere anche della moglie del maestro Mario carpentiere, morta dello stesso male due mesi fa. Poi maestro Martino ha cominciato a dirmi i nomi di tutti quelli che erano sotto terapia con la moglie…
Basta Martino… ti prego!!!
Ceglie del Gualdo
Stefano Menga
e le sue Cronachette sono ormai un punto di riferimento quotidiano per me.
L’ordinario che diventa straordinario.
Da lui sono assicurati a tutti almeno cinque minuti di notorietà.

Un’analisi lucida della storia politica di questi ultimi anni.
Concordo pienamente con Costanzo Preve.
Per usare un lessico militare, Berlusconi fu un “incidente di percorso”, o più esattamente un “danno collaterale” di Mani Pulite, che fu nella sua funzione storico-politica oggettiva (e non nella sua rappresentazione ideologica, che fu il teatrino della vittoria degli onesti sul cinghialone, porcone, corrottone Craxi, che la marmaglia plebea fanatizzata avrebbe voluto uccidere ed appendere per i piedi, come Mussolini) un colpo di stato giudiziario extra-parlamentare, il cui scopo fu quello di sostituire un modello di stato neo-liberale privatizzato al precedente modello di stato, certamente corrotto, ma anche e soprattutto assistenziale-keynesiano. In onesta sede è del tutto irrilevante se gli agenti storici che propiziarono questo passaggio ne fossero pienamente consapevoli, o pensassero di agire spinti dalla morale kantiana e dal “senso dello stato”. Ciò che conta furono i risultati politici “oggettivi”.
E’ del tutto chiaro che la decapitazione dell’intera classe politica di provenienza DC, PSI, PSDI, PRI, PLI non eliminava anche automaticamente il loro bacino elettorale, che restava praticamente intatto, e che non intendeva accettare la facile presa del governo da parte del PCI riciclato. Ci voleva però qualcuno che avesse la forza economica e l’iniziativa politica per impedire tutto questo, e fu appunto Berlusconi, indipendentemente dalle sue caratteristiche antropologiche o dalla probabile origine mafiosa del suo denaro.
Questa è la genesi del fenomeno Berlusconi. Naturalmente la cultura detta di “sinistra” non poteva accettare questa semplice realtà, ed è allora chiaro che dovesse attivare il teatrino dei vizi atavici degli italiani, popolo delle scimmie manipolato dalla televisione del Grande Corruttore e della sua corte di puttane, attricette, intellettuali falliti oppure con il “dente avvelenato” verso il PCI (pensiamo al notevole filosofo ex-marxista Lucio Colletti). Si apriva così il teatrino identitario del Partito B e del Partito Anti-B, che hanno soffocato per un ventennio il nostro povero paese privato di sovranità politica e geopolitica. Ma ora cominciano, caro lettore, le analisi serie, cui ti chiedo di prestare un’attenzione particolare. Continua a leggere.
P.S. Anche qui potete commentare. Come vedete, accanto al titolo c’è una nuvoletta.
PER SORRIDERE UN PO’
Nulla di serio ovviamente però… sintomatico.













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