Lu ièrtu ì llù vasci

.

CentoPaline

puntata n° 2.500. Ettore si reca a Villa Castelli, per sapere da Cecilia se ha notizie di Viola. Cecilia, infatti, è stata l’ultima a parlare con la ragazza e rivela ad Ettore che Viola si trova sulla barca di Niccolò. (Fonte)

.

.

N.B. Arrivare a Villa Castelli da oggi è più semplice e non c’è bisogno di un TomTom basta seguire le pale eoliche (visibili anche dall’Albania)

.

Tre ore di sciopero.

Altro che Vaticano. I sindacati vantano un patrimonio immobiliare immenso, ma non pagano un solo euro di Ici. Questo grazie ad una legge, la numero 504 del 30 dicembre 1992 (in pieno governo Amato), che di fatto impedisce allo Stato italiano di avanzare richieste ai sindacati. Non mi credi? Leggi qui. Se clicchi qui la storia è spiegata più dettagliatamente.

Del resto, sono diventati una casta intoccabile anche loro.

Ogni tanto bisogna fare un po’ di scena. Ricordate la vertenza dei precari cegliesi? Li fecero incatenare perfino in piazza. Tutto iniziò quando si barricarono sul terrazzo del Municipio. Intervenne una squadra dei Vigili del Fuoco e posizionarono un enorme materasso sotto per evitare che si buttassero. Ovviamente era tutta una sceneggiata perchè dalla parte retrostante il terrazzo non era posizionato nessun materasso a proteggerli. Un dramma umano che è stato spettacolarizzato e trasformato in farsa.

L’epilogo: alla fine i Vigili del Fuoco li abbiamo pagati noi ma almeno le catene per incatenarsi furono pagate dal Sindacato?

La solidarietà del Diavoletto è rivolta solo ed esclusivamente nei confronti dei lavoratori che hanno perso la loro unica fonte di sostentamento e che trascorreranno un brutto Natale.

Lo SIM e lo Spread

Vuoi vedere che a conti fatti avevano ragione loro?

Quando le Bierre raccontavano il dominio impersonale di tecnici e capitale internazionale

Sarà perché viviamo sotto il dominio pieno e incontrollato di Lady Spread e della signora Merkel. Sarà perché siamo estenuati dal bombardamento quotidiano di acronimi, Fed e Efsf e Fmi e Bce e EBA e S&P, fatti apposta per rendere impersonale la decisione, diluire la responsabilità e propagare ansia. Oppure perché anche il Preside ci ha messo abbondantemente del suo. Continuavo a ripetermi, ma vuoi vedere che a conti fatti avevano ragione loro? I pazzi, gli schematici, i dogmatici? Così sono tornato in archivio, ho aperto faldoni dimenticati, sfogliato dattiloscritti ingialliti.

© – FOGLIO QUOTIDIANO

di Lanfranco Pace

Nemmeno la TAC

Anche NO TAC ! All'ex ospedale di Ceglie Messapica.
A quanto sembra è diventato solo un rifuglio salva raccomandati…

In merito al trasferimento del personale infermieristico da Ceglie Messapica presso le strutture ospedaliere di Brindisi, Francavilla F. ed Ostuni, è stato diffuso un comunicato stampa ,a firma di alcuni consiglieri comunali del PdL di Ceglie,nel quale si attribuisce la responsabilità di questa scelta al Presidente della provincia di Brindisi Massimo Ferrarese.
I sottoscrittori del comunicato strumentalizzano, ancora una volta, una situazione frutto dell’incapacità di un’intera classe politica locale, nel tentativo ed alla ricerca estrema del responsabile di turno del depotenziamento dell’ospedale di Ceglie.
Comunicato Stampa di Paolo Maria Urso per Noi Centro.

Eupreprio Curto dice invece che attenderà, ma solo per qualche giornoleggi tutto.

Il Circolo SEL Peppino Impastato prova a fare un rewind.

Oggi pomeriggio alle ore 17,30 ci ritroviamo con le vittime dei raccomandati e Antonio Macchia responsabile provinciale CGIL, nella sala conferenze in via Colombo, di fronte al tabacchino di Iulicchio. Se non riusciranno ad avere giustizia potranno comunque provare a cambiare la loro vita giocando qualche numero al tabacchino di fronte.

 Leggendo qualche commento,
ascoltando qua e la tra la gente, mi domando e dico: e i sedicenti del centro-sinistra? I paladini della rimonna libera? E se fossero funzionali alla giunta Caroli?
Perchè non vanno in fondo alla questione mercato s/coperto e lasciano fare all'UDC e a SEL? Per non parlare dei raccomandati dell'ospedale. Tutti i partiti hanno detto la loro, tranne: I SEDICENTI.

I Referendum uniscono la famiglia … quantomeno la mia!

SI

 

Stavolta devo ringraziare SILVIO.

Per la prima volta nella mia famiglia siamo tutti d’accordo.

Quattro volte SI premendo con forza

fino a spezzare la punta della matita.


Ospedale occupato.

Si ieri pomeriggio i dipendenti e la CGIL provinciale hanno occupato l’ospedale di Ceglie Messapica. A loro va la mia solidarietà.

La mia opinione personale?

Guardiamoci intorno e chiediamoci: cosa ci fa la famiglia Angelucci nel nostro territorio? In Regione risultano due ospedali. Che rapporto esiste tra la Fondazione San Raffaele e Ceglie Messapica? Ma è vero che l’intero compesso è NOSTRO (ovvero, è intestata al Di Summa?). Quanto paga di affitto la famiglia Angelucci per utilizzare una struttura di eccellenza come quella? Che rapporto di sinergia esiste tra la Fondazione San Raffaele e l’Asl?

Si tratta di una battaglia di retroguardia.

Purtroppo, non è possibile avere un ospedale in ogni Comune concentriamoci per un pronto soccorso efficiente. Bisognerebbe lottare invece per far diventare la nostra struttura il polo di eccellenza denominato “Centro risveglio“. Una sinergia tra il pubblico ed il privato considerato che abbiamo a disposizione una sala operatoria costata un milione e mezzo di euro.


    C.V.D.

Il Maresciallo Sante Convertini comandante della stazione C.C.di Ceglie Messapica è stato premiato durante la cerimonia del 197° dell’Arma Dei Carabinieri. E’ tra i cinque comandanti di stazione maggiormente distintisi nel servizio.


Guerra vinta!

Penso che Bin Laden sia morto da un bel po’ di tempo e che gli Stati Uniti abbiano deciso di ammazzarlo mediaticamente ora per giustificare la fuoruscita dal pantano Afghanistan. Se non c’è più Osama… la guerra è vinta.

E' Morto Bin Laden.

Sconfitte.

Ti racconta tutto Stefano Menga clicca qui.

COMUNICATO STAMPA


Un Paese incatenato.

Ci mancavano solo i sette padri di famiglia che si incatenano in piazza nella giornata dedicata ai lavoratori. Una Pasqua di sangue e di dolore a Ceglie Messapica.

Oltre a loro purtroppo, il dramma di decine e decine di famiglie che da un giorno all’altro si sono ritrovate in mezzo ad una strada. Si tratta dei dipendenti del gruppo tessile Nardelli di Martina Franca. E non possiamo non ricordare l’episodio di un’inaudita violenza che in nome di un’ideologia mafiosa che recrimina il “diritto al lavoro” ha colpito bestialmente un imprenditore.

E’ del tutto evidente che stiamo vivendo una situazione di emergenza occupazionale drammatica e proprio per questo motivo il Circolo SEL “Peppino Impastato” stigmatizza il comportamento dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco che di fronte a questi problemi diserta i luoghi istituzionali d’incontro e di dialogo.

E’ necessario dare una speranza a TUTTI i lavoratori che in questo periodo stanno subendo gli effetti di una crisi economica a “macchia di leopardo” che si abbatte sulle fasce più deboli ed indifese effetto della scellerata politica del Governo Berlusconi e delle lobby economico-finanziarie che lo gestiscono. Un Paese in mano ai pochi che potranno permettersi l’istruzione e la sanità privata. Un Paese in ginocchio che non riesce più nemmeno a pensare alla privatizzazione dell’acqua, all’imposizione del nucleare, al legittimo impedimento.

Proprio per questo, almeno nella nostra realtà CHIEDIAMO di essere smentiti.

Alla presente seguirà immediatamente da parte del Circolo locale SEL “Peppino Impastato” formale richiesta all’Amministrazione per aprire un tavolo di Consulta, ove analizzare e prospettare le possibili soluzioni per ridare speranza di lavoro e dignità ai nostri concittadini.

Il Circolo SEL nella speranza che sia accolta la richiesta di confronto, si auspica che proprio un Ente qual’è l’Amministrazione Comunale possa essere da esempio virtuoso per l’intera comunità lasciando da parte inutili personalismi e settarismi.


Senzacolonne sta seguendo con estremo interesse le vicende del “paesino”.

cliccaci sopra per leggere meglio


Prima c’era il Primo Maggio.

Giocano e scherzano con tutto anche con i valori più sacri.

Il Primo Maggio era la festa dei lavoratori. 

Ora anche per colpa dei sindacati (o quantomeno di una buona parte) i lavoratori non valgono più un cazzo.

Ha vinto Marchionne che grazie ai suoi leccaculo (Fessino, Bonanni … tanto per non fare nomi) ha annientato le speranza dei nostri figli. Se saranno fortunati a trovare un lavoro a malapena riusciranno a sopravvivere.

Un futuro di schiavi delle multinazionali.

Avete mai visto un sindacalista lavorare?

Loro sono dietro una scrivania a preparare le denunce dei redditi ed a contare i soldi che arrivano dalle buste paga dei lavoratori. Tra l’altro a differenza dei professionisti, loro non firmano. Fanno firmare tutto ai loro clienti.

I SETTE PADRI DI FAMIGLIA

che pochi giorni fa erano sul tetto del Comune di Ceglie Messapica stamattina saranno in piazza Plebiscito. Sono l’anello debole della catena e proprio per questo sono stati estromessi dal mercato del lavoro ed hanno davvero poche possibilità di rientrare. Stamattina andiamo a trovarli e diamo loro un po’ di solidarietà. Ne hanno davvero bisogno.

La mattina della protesta il Sindaco preferì non disertare l’impegno che aveva a Fasano per sottoscrivere l’accordo intercomunale per i campi da golf. Tra Cesare Fiorio e Cosimo Urso scelse Cesare Fiorio.

Spero che stamattina si sia ricreduto e sia invece presente in piazza per cercare di studiare qualche soluzione che possa ridare loro un po’ di speranza.

Ooooopss, dimenticavo. In piazza ci sarà anche Angelo Leo, un sindacalista davvero anomalo. Pensate: non compila i modelli UNICO.

Il Diavoletto, Angelo Giordano, Gianfranco Sportelli, Pierangelo Mita, Ester Locorotondo, Maria Antonietta Mastantuono, Sarpiero Giordano, Pino Santoro, Toni Matarelli, … tutti gli iscritti del Circolo SEL Peppino Impastato di Ceglie Messapica insieme ai Circoli della Provincia di Brindisi esprimono solidarietà e sostegno ai sette padri di famiglia buttati ingiustamente in mezzo ad una strada.

Attenzione: ARTICOLO CULT

da staccare e conservare


Copio ed incollo da Brindisi Report

L’assessore provinciale Pierino Mita costretto a protestare per lo stato degli arredi nella sua stanza. La cosa si è saputa in giro
Devoto alla sua missione in giunta, ma in ufficio neppure una poltrona buona

di Sonia Gioia » 30 aprile 2011 alle 16:28

Pierino Mita

BRINDISI – Secondo il più deteriore dei luoghi comuni i politici di ogni stazza e razza, schieramento e colore, una cosa in comune ce l’hanno: l’attaccamento alla poltrona. Niente di più falso, l’attaccamento, quello vero, è al bene comune. Checché ne dicano i maligni. Certo, anche la poltrona ha il suo perché, ma a patto di intendersi rigorosamente fuor di metafora. La conferma starebbe tutta in una richiesta  indirizzata recentemente – si dice, si mormora – dall’assessore provinciale del Partito democratico Pietro Mita alla dirigente dei servizi finanziari di Palazzo de Leo, lamentando il deprecabile stato degli arredi d’ufficio, il suo. Pare infatti che il giovane membro dell’esecutivo provinciale, 44enne cegliese di nascita, devotissimo del presidente Massimo Ferrarese per vocazione (quasi più che al Pd), abbia recentemente impugnato la tastiera del pc per porre fine al disagio, rivendicando con orgoglio il diritto a una poltrona nuova di zecca.

Donde muova la rivendicazione, si capisce. E si capisce anche il tono un poco piccato dato che, a quanto pare, la richiesta in questione sarebbe l’ultimo atto di uno stato dei fatti che si trascina ormai “da diverso tempo”, non a caso l’incipit della missiva sembrerebbe essere esattamente questo. Non è decenza, scrive l’assessore allo Sviluppo e Programmazione economica, che in un ufficio pubblico il mobilio sia tanto “inadeguato”, come appare del tutto evidente anche a chi frequenta anche occasionalmente l’assessorato. Dal punto di vista funzionale, innanzitutto, ma anche da quello puramente estetico, aspetto secondario ma non del tutto irrilevante. Deprecabile, soprattutto, la poltrona cosiddetta presidenziale, per l’appunto. Trattasi di poltrona dallo schienale alto, papale si direbbe, generalmente di pelle (umana solo quella del capoufficio di Fantozzi), di fattura tale insomma da incorniciare tutto intero il prestigio di chi la siede, o vi ambisce come nel caso di specie. Descritto lo stato dell’arte, l’assessore Mita brevemente conclude con l’auspicio che al danno si ripari al più presto, seguono cordiali e distinti saluti.

Ora, pare che la missiva scritta con pugno fermo, abbia scatenato il quarantotto negli uffici di palazzo De Leo. La dirigente interpellata ha convocato architetti, dirigenti e ragionieri, per addivenire al più presto alla scelta adeguata, coniugando le esigenze di funzionalità con quelle dell’estetica, e l’ensemble con le magre capacità di spesa dell’ente. Affare più complicato del previsto. La discettazione si è conclusa con una intuizione illuminata: il funzionario di turno ha suggerito “chiamiamo l’esperta!”. Chi altri se non la celeberrima soubrette della reclame, espertissima di poltrone e sofà? Detto fatto, la signora dall’altro capo del ricevitore naturalmente ha prestato il suggerimento giusto. Quando infine, curiosa, ha chiesto chi fosse il fortunato, ha commentato “Beato chi se la fa, la poltrona presidenziale”.


http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&viewMode=presentation&layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Flight%2Flayout.xml&autoFlip=true&autoFlipTime=6000&documentId=110430050944-2ae8c50158ce45d0985bb25f35607fe8&docName=vucciria_44&username=maxillo&loadingInfoText=Vucciria%20della%20Domenica%20no.%2044&et=1304197777864&er=60